Lampedusa, indagato il sindaco: "Istiga all'odio razziale"

il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis
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L’indagine nei confronti di Bernardino De Rubeis è stata aperta dopo un’ordinanza che impone il divieto di utilizzare i luoghi pubblici "come siti di bivacco e deiezione". Da giorni l’isola è al centro di una nuova ondata migratoria. LO SPECIALE

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La procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, per l'ipotesi di reato di istigazione all'odio razziale e abuso di autorità.
L'inchiesta, secondo quanto si è appreso, è stata aperta dopo l'ordinanza emessa dal primo cittadino dell'isola delle Pelagie che riguarda "l'accattonaggio e comportamenti non decorosi" e impone il divieto di utilizzare i luoghi pubblici "come siti di bivacco e deiezione".
L'ordinanza è stata fatta dopo le proteste dei lampedusani sul comportamento dei migranti ospitati nel Cie di Lampedusa che sono liberi di girare per le strade del centro abitato. Le indagini sono state affidate a guardia di finanza e carabinieri.

Assolto nel 2009 - Nel 2009, De Rubeis venne processato dal giudice monocratico di Agrigento, per diffusione di idee che incitano alla superiorità razziale perché in un'intervista pubblicata il 5 settembre 2008 da un quotidiano era scritto che lui aveva affermato: "Non voglio essere razzista, ma la carne dei negri puzza anche quando è lavata".
Il sindaco venne assolto perché il fatto non sussiste. Non è stato dimostrato che  pronunciò quella frase.

"Puro buonsenso" - "Di queste ordinanze, in Italia ce ne sono centinaia. E' puro buonsenso, altro che razzismo": è questo il primo commento del primo cittadino di Lampedusa.
"Nell'ordinanza non si parla né direttamente né indirettamente di immigrati - aggiunge De Rubeis - e poi come si fa ad accusarmi di razzismo quando Lampedusa è di esempio a tutti per come accogliamo le continue andate di immigrati".
"Mi sono limitato a riproporre i contenuti di una vecchia ordinanza che trattava di divieto di vendita dei superalcolici con il 'divieto di accattonaggio e comportamenti non decorosi, utilizzando luoghi pubblici come siti di bivacco e deiezioni'. Mi sembrano cose normali, di buon senso. Come fanno tanti altri sindaci", prosegue De Rubeis, chiarendo poi di aver appreso della sua iscrizione da fonti giornalistiche. "Comunque sono sereno, attendo con fiducia le decisioni della magistratura", aggiunge, sostenendo infine: "Io non sono certo intervenuto su dove gli immigrati possono o non possono andare, per questo c'è il 'pacchetto sicurezza' che dice in modo molto chiaro quali devono essere i comportamenti di cittadini privi di documenti di riconoscimento, da identificare".

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