Massimo Ranzani doveva rientrare in Italia ad aprile

Massimo Ranzani
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"Non voglio sposarmi perché facendo questo lavoro complicherei la vita alla mia famiglia" così aveva detto a un'amica il tenente morto in Afghanistan. "Sarei dovuta partire con lui. Aveva sempre il sorriso sempre sulle labbra" racconta una collega. VIDEO

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La passione per il lavoro, e quella per lo sport. Così amici e parenti ricordano il tenente Massimo Ranzani, del quinto Reggimento di Vipiteno vittima di un agguato, rivendicato dai talebani, mentre stava tornando da una missione di assistenza sanitaria. Il Lince su cui viaggiava è saltato su un ordigno: quattro i feriti, tutti gravi, ma nessuno in pericolo di vita.

"Io sarei dovuta partire con il tenente Ranzani, sarei dovuta essere nella cellula con lui - racconta il primo caporal maggiore Giorgia Olivadese - Lo ricordo come una persona solare, squisita. Potranno sembrare parole scontate, ma è solo così che si può ricordare Massimo. Sempre gentile, sempre disponibile, sempre un sorriso. Anche se la giornata non era delle migliori, lui era sempre sorridente con tutti. Sempre, sempre. davvero".

"Abbiamo perso un amico, oltre che un collega. Siamo profondamente colpiti", ha detto il capitano Paolo Rinaldi. "Il nostro dolore - ha aggiunto il capitano - è grande, anche se, naturalmente, siamo preparati a dover gestire lutti come questo". "Ranzani - ha raccontato - aveva una grandissima esperienza ed era al suo secondo impegno in Afghanistan. Avrebbe dovuto rientrare in Italia ad aprile".

A Vipiteno sventola il tricolore a mezz'asta davanti alla caserma del Quinto alpini. E' per Ranzani, che dal 2005 faceva parte di questo storico reggimento. A poco più di 300 chilometri di distanza, a Occhiobello (Ferrara) c'è lo stesso dolore: i genitori dell'alpino sono chiusi nella villetta dove abitano, ma, spiega chi li ha incontrati "orgogliosi del loro figlio".
Accanto ai genitori, Mario e Iole Ranzani, nella villetta a Occhiobello ci sono alcuni familiari e rappresentanti dell'esercito, tra cui il comandante del 5/o reggimento Artiglieria Contraerea di Rovigo e Padova.
Mamma Iole ha saputo le prime notizie della morte di un militare in Afghanistan mentre stava guardando un telegiornale e quando ha sentito suonare alla porta e ha visto i militari ha intuito che qualcosa poteva essere accaduto al figlio in missione.

"Non voglio sposarmi perché facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia". Così si era confidato ad un'amica di Santa Maria Maddalena (Rovigo), Massimo Ranzani.

Il rientro della salma del tenete Massimo Ranzani, è previsto per mercoledì alle ore 10 presso l'aeroporto di Ciampino. 

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