Malpensa, così il tunisino ha sfondato il gate: il video

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Nelle immagini diffuse dalla Polizia gli attimi di terrore vissuti all’aeroporto di Varese lunedì scorso: il momento in cui il Suv piomba sull’ingresso dello scalo e Ben Abdel Ganouni che agita un coltello prima di essere fermato da un colpo di pistola

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Avrebbe agito "per seguire gli ordini degli angeli" Ben Abdel Ganouni, il tunisino che lunedì ha sfondato con un Suv una porta a vetri all'aeroporto di Malpensa (Varese) e aggredito con un coltello gli agenti della Polaria. E' quanto ha spiegato l'uomo interrogato per oltre un'ora nel carcere di Busto Arsizio durante l'udienza di convalida dell' arresto. E nel video che potete guardare qui in alto, diffuso dalla Polizia, si vedono proprio gli istanti in cui il tunisino piomba sull’ingresso 14 del Terminal 1 dello scalo e agitando il coltello con la mano semina il terrore. L’uomo ha spiegato le ragioni del suo gesto e perché dopo lo schianto era sceso con un coltello in mano inseguendo i dipendenti di uno dei negozi del gate, costringendo quindi le forze dell'ordine a fermarlo con un colpo di pistola a un piede. 

“Io, mia moglie e i miei figli siamo partiti da Ceriano Laghetto a piedi diretti a Malpensa dopo la preghiera dell'alba – ha spiegato ancora il tunisino, che comunque si è detto pentito del suo gesto – Abbiamo trovato la macchina nera con la porta aperta, siamo saliti tutti con calma, ci siamo chiusi dentro e siamo partiti tranquilli. Ci siamo messi a cantare per la felicità - ha proseguito - perché il nostro obiettivo era raggiungere Malpensa per scappare via dall'Italia, e anche mia moglie era d'accordissimo".

L'uomo ha aggiunto anche di aver aggredito gli agenti "per difendere la moglie e i figli" e ha ammesso di aver picchiato la donna, sulla quale sono stati ritrovati alcuni lividi, "perché voleva fare il contrario di quello che volevano gli angeli". L'uomo ha definito "consigli degli angeli" anche le frasi che ha scritto su alcuni foglietti ritrovati nella sua abitazione. I volantini conterrebbero invettive contro uomini politici come Mubarak, Berlusconi e il re del Marocco, frasi contro McDonald's, starlette della televisione e in generale l'occidente.

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