Libia, gli italiani rientrati: "Tripoli è terra di nessuno"

Italiani rientrati dalla Libia
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Altri 400 connazionali sono tornati a casa grazie a due airbus dell’Alitalia. Ne restano ancora tanti, tra cui i 150 dipendenti di un’azienda di Brescia bloccati a Misurata. Il problema è raggiungere l’aeroporto. Pronte le navi della Marina Militare

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Continuano le operazioni per riportare a casa gli italiani rimasti bloccati in Libia, dove la situazione sembra ormai davvero fuori controllo . Il problema al momento, non è tanto decollare, quanto riuscire a raggiungere l'aeroporto di Tripoli. "A Tripoli in aeroporto c'è un vero caos e per noi italiani non c'è assistenza, non abbiamo ricevuto nessun aiuto dal nostro Consolato, a differenza di altri cittadini della Comunità europea", hanno riferito alcuni nostri connazionali rientrati mercoledì all'aeroporto di Fiumicino.

Voli da Tripoli regolari
- Alitalia da parte sua non sembra intenzionata a interrompere i suoi due voli quotidiani da e per la capitale Libica. Anzi, in accordo con il ministero degli Esteri la compagnia aerea ha deciso di rafforzare la sua capacità di trasporto (impiegando gli Airbus A321 da 200 posti anziché i più piccoli A320), per favorire il ritorno di un maggior numero di passeggeri dalla Libia. I biglietti sono regolarmente in vendita ( anche online , il costo è di 415,15 euro), anche se da Alitalia spiegano che i voli su Roma registrano sempre tra i 10 e i 15 posti liberi. I voli verso Tripoli, invece, risultano quasi completamente vuoti. Nessuna corsia preferenziale per gli italiani, però. "Siamo una compagnia privata e siamo assoggettati alle regole internazionali. Non possiamo metterci a distinguere i passeggeri in base alla cittadinanza" spiegano da Alitalia." Regolari, anche se con gli orari ballerini, i voli delle altre due compagnie che volano dalla Libia all'Italia, Lybian Airlines e Afriqiyah Airways .

Navi italiane nel mediterraneo - Le navi della Marina Militare italiana arrivate davanti alla costa della Libia potrebbero essere utilizzate per evacuare non solo gli italiani ma anche gli altri cittadini europei presenti nel paese. E' l'ipotesi che starebbe prendendo corpo - secondo quanto si apprende da fonti qualificate italiane ed europee - dopo una serie di contatti tra l'Italia e la Commissione europea. Al momento le navi italiane - il cacciatorpediniere Mimbelli e l'unità anfibia San Giorgio, quest'ultima dotata di mezzi da sbarco - hanno raggiunto il confine tra le acque internazionali e quelle libiche e sono in attesa di indicazioni da Roma.

Italiani bloccati a Misurata - Ma il vero problema per molti è raggiungere la capitale libica. 150 italiani, tutti dipendenti della Tecnomontaggi di Brescia, risultano bloccati per esempio a Misurata, centro sul golfo della Sirte a 210 chilometri da Tripoli. La pista dell'aeroporto locale è inagibile, ricoperta di ghiaia, e la Farnesina sta ipotizzando di evacuare gli italiani via mare. Mara Foccoli, moglie del capocantiere della Tecnomontaggio racconta che ha"sentito Giorgio due volte stamattina, tramite Skype mi ha detto che sono rinchiusi nel campo  Lisco, un compound della Lybian Iron Steel Company, vicino al porto  commerciale di Misurata. Hanno sentito cannoneggiare intorno a loro e  sono preoccupati perché sono completamente isolati. Mi ha detto: speriamo che qualcuno si accorga anche di noi. Non hanno alcun aggancio per evacuare".

I famigliari degli italiani bloccati a Misurata:



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