Legge Bavaglio: ancora in piazza per la Costituzione

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Il 12 marzo sarà il "C-day", una nuova manifestazione nazionale in difesa della Carta. Sulla rete la protesta è già iniziata: da Facebook ai siti di Libertà e Giustizia e Articolo 21, l'appello è lo stesso: "Adesso basta!". GUARDA IL VIDEO

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Mentre Silvio Berlusconi annuncia la nuova stretta sulle intercettazioni e l’offensiva sulla riforma costituzionale della giustizia, il fronte del “No alla legge Bavaglio” è pronto a rilanciare, dopo quella della primavera scorsa, una nuova grande manifestazione nazionale: "A difesa della Costituzione" il 12 marzo, con epicentro a Roma.

Sul sito internet, “A difesa della Costituzione”, l’appello dei promotori recita: “Si può pensare che le manifestazioni non servano, che non serva mobilitarsi, perché manifestare, protestare sono altra cosa rispetto alla politica. Ditelo agli egiziani. Ditelo ai tunisini, agli albanesi. Ditelo a chi è dovuto arrivare alla disperazione più nera e totale, prima di trovare la forza di superare le divisioni, le perplessità e i dubbi, peraltro legittimi, anzi (…). Si tratta, più semplicemente, di immaginarci da qui a venti, trent’anni, e di immaginare quale Italia vorremo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti, e di pensare a che cosa risponderemo quando ci verrà chiesto “tu dov’eri?”, “che cosa facevi?”.

Con il tricolore in una mano e la Costituzione nell’altra, come il simbolo che annuncia la manifestazione del 12 marzo, la proposta è stata formalizzata da Beppe Giulietti deputato e portavoce di Articolo 21 e da Vincenzo Vita, deputato del Pd, ed ha subito trovato numerose adesioni: dall’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani, a Libertà e Giustizia che lancia l’appello “La riforma della giustizia non spetta né agli imputati né agli avvocati” e infine Valigia Blu (l’associazione che lanciò il post-it che diventò simbolo del “No alla legge-bavaglio”) sono tutte insieme per promuovere l’iniziativa. L’appello è già stato firmato da Camilleri, Flores d’Arcais, Fo, Hack, Rame, Spinelli e Tabucchi. Inizialmente chiamata “C-day”, la mobilitazione "A difesa della Costituzione" riprende lo slogan "se non ora quando?" intonato da migliaia di donne nelle mobilitazioni del 13 febbraio, la manifestazione dovrebbe trovare sponda anche in altre piazza d'Italia e non solo come Firenze, Bologna, Palermo e Londra cercando di seguire il modello già visto nelle scorse mobilitazioni.

E mentre si aspetta la piazza, sul web la campagna di promozione è già iniziata. Sulle pagine Facebook “A difesa della Costituzione” e “Manifestazione unitaria in difesa della Costituzione”, create apposta per l’evento e che contano già migliaia di iscritti, appaiono appelli verso tutti coloro “che vogliono reagire attraverso una legittima difesa, secondo le norme della Costituzione”. Dalla rivista Micromega un gruppo di intellettuali e giornalisti invita le forza di opposizione a bloccare le Camere, con l'ostruzionismo o ogni altro mezzo a disposizione, fino a costringere Berlusconi alle dimissioni e portare il paese alle elezioni anticipate.

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