Beppe Grillo: "Gheddafi, uno di noi"

"Gheddafi, uno di noi", foto tratta dal blog di Beppe Grillo
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Il comico punta il dito contro il "dittatore". E se la prende con le aziende italiane che hanno "grandi interessi economici" con la Libia. "Abbiamo barattato petrolio con armi e assistenza militare, energia con la perdita della nostra democrazia"

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"Abbiamo barattato petrolio con armi e assistenza militare, energia con la perdita del pudore della nostra democrazia. E ora, giustamente, ci indigniamo. La meraviglia è dei bambini e degli ipocriti. L'Italia è il Paese delle Meraviglie e dell'Ipocrisia".
Il comico italiano Beppe Grillo, attraverso il suo blog, interviene così sul caos che sta investendo la Libia.
L'italia, ora, scrive Grillo, prende le distanze da "dittatore sanguinario" Muammar Gheddafi, che in un lungo intervento tv ha dichiarato che resterà al suo posto. Ma, attacca il comico, "Gheddafi è uno di noi, che lo si voglia o meno, che lo si accetti oppure no". Sì, perché sono tante le aziende italiane che intrattengono rapporti economici con il Paese guidato dal "il genocida del suo stesso popolo, lo stragista di migliaia di libici innocenti".
E aggiunge: "Nessuno ha mai detto nulla all'Eni di Scaroni, alla Juventus degli Agnelli, all'Impregilo di Romiti, alla Finmeccanica o all'Unicredit di nonsipapiùchi? La mamma non ha detto loro nulla prima che si sposassero con Gheddafi? Aziende italiane con enormi interessi nella Libia e partecipazioni azionarie dirette da parte del Paese responsabile dell'attentato di Lockerbie. La cittadina scozzese dove morirono le 259 persone del volo Pan Am insieme a 11 abitanti. Il più sanguinario atto terroristico prima delle Torri Gemelle?

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