Roma, turista americana violentata a Villa Borghese

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Le vacanze di una ragazza di 27 anni si sono trasformate in un incubo. Un giovane cittadino romeno di 29 anni la avrebbe "agganciata" e le avrebbe offerto un posto dove trascorrere la notte. La denuncia del Pd: "La città è sempre più insicura"

Si era fidata dei modi gentili di 'Giulien', e aveva accettato il suo aiuto per trovare un posto dove passare la notte, a Roma. Finita la piccola messa in scena del 'bravo ragazzo', è venuto fuori il mostro, che l'ha aggredita e violentata in una cabina elettrica di Villa Borghese.

Il luogo era in realtà la dimora del giovane, un romeno di 29 anni, malamente accampato nel cuore della città. Le vacanze romane di una turista americana si sono trasformate così in un incubo. La vittima ha avuto però la forza di denunciare tutto alla polizia, anche grazie all'aiuto di un romano che l'ha accompagnata in commissariato.

E il responsabile è stato rintracciato e arrestato. Il caso accende, comunque, le polemiche sulla sicurezza della capitale. In serata il Colosseo si illumina "un gesto simbolico che serve proprio a rischiarare tutti i casi che vedono le donne vittime di orrendi episodi di prepotenza e abuso", spiega l'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso. Mentre il consigliere delegato alla Sicurezza del sindaco Alemanno Giorgio Ciardi stigmatizzando l'accaduto ribadisce che le denunce dei casi di stupro sono in forte calo.

La disavventura di una turista di 27 anni inizia fra le bancarelle di Piazza della Repubblica, il 15 febbraio. E' qui che l'americana viene 'agganciata' dal romeno, che si presenta come Giulien, le parla in inglese, le fa compagnia fra un piccolo acquisto e l'altro, le offre il giubbino quando lei dice di avere freddo. Il 'tipo' si mostra, insomma, affidabile. E la ragazza gli spiega di aver bisogno di un posto in cui trascorrere la notte, avendo appena lasciato l'albergo. A questo punto Giulien le fa da guida: prendono insieme un autobus e arrivano nel parco di Villa Borghese.

Giunti in un luogo appartato, dove si trovava appunto la cabina elettrica, l'uomo però cambia 'volto': apre una porta di ferro, spinge la donna nella cabina, l'afferra per il collo e le tappa la bocca per impedirle di urlare, costringendola a spogliarsi e a subire violenza. La denuncia fa scattare subito le indagini.
A rintracciare il romeno sono gli agenti del commissariato Viminale: l'uomo, identificato, viene sottoposto a un fermo.

E' il Pd a stigmatizzare l'accaduto: "un atto che conferma quanto da tempo viene denunciato dalla città e dalle donne: Roma è sempre più insicura, intollerante e pericolosa per le donne". "Dopo una campagna elettorale che ha cavalcato le paure dei cittadini sul tema della sicurezza e che accusava le precedenti amministrazioni - aggiunge Micaela Campana - purtroppo la realtà dei fatti dimostra che con la demagogia la città non è più sicura e senza investimenti sul tema dei servizi e delle attività culturali aumenta il proprio degrado. Alemanno si impegni seriamente".

Dura la replica del Campidoglio, che parla di "vergognosa" strumentalizzazione politica". L'amministrazione offre "disponibilità a fornire alla donna il supporto psicologico necessario per superare, nei limiti del possibile, questo difficile momento". "Quanto è avvenuto a Villa Borghese è drammatico e deve spingerci a non abbassare la guardia anche in presenza di un calo fortissimo dei reati di violenza sessuale a Roma - commenta Ciardi -.

Purtroppo, la sinistra vive nell'inversione proporzionale costante: più calano i reati e più strilla al lupo al lupo". "Nello specifico - conclude - nel 2007 sono stati denunciate 241 violenze sessuali. Nei primi 9 mesi del 2010, invece, le denunce sono state 154. Questi i dati della Prefettura. Il resto sono solo polemiche strumentali".

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