Bologna, l'ex sindaco Delbono condannato a 19 mesi

L'ex sindaco di Bologna Flavio Delbono
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Era accusato di uso illecito di denaro pubblico e ha deciso di patteggiare la pena. Assolta l'ex assessore al Welfare, Luisa Lazzaroni. L'ex primo cittadino invece resta coinvolto in altri due filoni dell'inchiesta sul Cinziagate

Condanna patteggiata ad un anno sette mesi e 10 giorni per l'ex sindaco di Bologna Flavio Delbono, nel primo filone d'inchiesta del cosiddetto Cinzia-Gate, per l'uso illecito - secondo l'accusa - di denaro pubblico riguardante una decina di viaggi fatti quando era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.
Il Gup di Bologna Bruno Perla ha infatti accettato l'accordo di patteggiamento che era stato raggiunto a dicembre tra i legali dell'ex primo cittadino, avvocati Paolo Trombetti e Gaetano Insolera, e il pm Morena Plazzi.

Assoluzione per l'ex assessore - Intanto arriva l'assoluzione con l'abbreviato per non aver commesso il fatto, sempre da parte del Gup Perla, per l'ex assessore al Welfare della giunta Delbono, Luisa Lazzaroni, accusata, nell'ambito della stessa inchiesta, di induzione a rendere dichiarazioni mendaci al Pm e intralcio alla giustizia.
Il pm alla scorsa udienza aveva chiesto un anno. Quando il suo avvocato, Guido Magnisi, le ha comunicato telefonicamente l'assoluzione, l'ex assessore è scoppiata a piangere. L'ex primo cittadino era accusato in questo filone di peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e delle offerte fatte - per l'accusa - alla ex compagna Cinzia Cracchi (che con le sue dichiarazioni e' stata perno dell'accusa), perché tacesse.

Del Bono coinvolto in altri due filoni di inchiesta -Con il fatto che il Gup ha accolto il patteggiamento per Delbono, essendo la pena inferiore ai tre anni, non è prevista l'interdizione - come effetto automatico della sentenza - dai pubblici uffici, che lo obbligherebbe a lasciare l'incarico che ricopre all'università.
Delbono aveva già versato un assegno di oltre 46 mila euro a titolo di risarcimento alla Regione, una cifra che comprende il danno patrimoniale, il danno di immagine e anche gli interessi.
A breve a carico dell'ex sindaco, dopo l'avviso di fine indagine ricevuto a dicembre con altri tre co-indagati, dovrebbe esserci una richiesta di rinvio a giudizio, nel secondo filone di inchiesta del Cinzia-gate, cioé quello sul mantenimento da parte della Cracchi, anche dopo essere stata trasferita alla società Cup 2000, del bonus di 1.161 euro di cui godeva quando era nella segreteria di Flavio Delbono (l'ex sindaco di Bologna), all'epoca vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.
A Delbono infine viene contestata, in un altro filone di inchiesta ancora aperto, anche l'ipotesi di corruzione per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con Mirko Divani, suo amico, consulente del Cup 2000 (il Centro di prenotazioni sanitarie unificato, dove appunto lavoro' anche la Cracchi) e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni per prelevare denaro.

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