Gemelline scomparse: nuove testimonianze conducono a Como

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Una negoziante ha detto di aver venduto due peluches a Matthias Schepp, che era insieme con le bimbe. E c’è un’altra segnalazione nella città lombarda: i tre sarebbero stati visti in compagnia di una 27enne di cui si sono perse le tracce a fine gennaio

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"Mi ricordo delle due bambine bionde, specialmente quella con gli occhiali: c'era il papà con loro. Ho venduto loro due pelouches, un tigrotto e una pecorella". Ancora una segnalazione. Un nuovo tassello che complica ulteriormente il puzzle già complesso sulla scomparsa delle gemelline Schepp. E aggiunge una tappa al viaggio che il loro papà, Matthias Schepp, avrebbe fatto prima di gettarsi sotto un treno a Cerignola. Tra la Svizzera e Marsiglia, dove si è imbarcato per la Corsica, l’uomo potrebbe aver fatto una sosta in Lombardia. In particolare al centro commerciale Bennet di Tavernola, una frazione di Como.

Anita Salvalaggio, 58 anni, titolare del negozio 'C'Art', al primo piano del centro commerciale, giura di aver riconosciuto Livia e Alessia in compagnia del loro papà. “Non c’era però questa donna che si dice essere in loro compagnia. Se c'era non è entrata in negozio". Anita spiega di aver venduto a quel signore biondo che "sembrava avere molta fretta" e che era rimasto fermo all'ingresso del negozio, due pelouches, un tigrotto e una pecorella. Un ricordo che si era sbiadito nella mente della donna ma che mercoledì 16 febbraio, dopo la trasmissione 'Chi l'ha visto?' è tornato vivido. "Ho detto alle due gemelle: 'che bravo papà che avete'. Dopo che quell'uomo le aveva accompagnate nel negozio a prendere i pelouches. Quando ieri ho visto la trasmissione 'Chi l'ha visto?' - dice Anita Salvalaggio - ho detto a mia figlia 'dai chiamiamo'. Poi non c'e' l'ho fatta a telefonare: quelle due bambine erano bionde, me le ricordo benissimo e anche il papa' che assomigliava tanto a Matthias. Sono entrate in negozio, erano tranquillissime, e hanno gironzolato tra i banchi".

Se la segnalazione della negoziante risultasse attendibile, si dovrebbe ripensare alle tappe della fuga di Schepp. Secondo la ricostruzione fatta fino ad oggi dagli inquirenti, l'ingegnere avrebbe infatti attraversato il confine svizzero dal lato francese prima di prendere il traghetto per la Corsica. Sulla 'presenza' dell'uomo in Lombardia sono giunte altre segnalazioni alla trasmissione di RaiTre. Prima quella di una donna e poi da un uomo, che ha indicato di aver visto Schepp, la donna e le bimbe un sabato di gennaio nel reparto giocattoli del centro commerciale Bennet di Cantu' (Como). Un centro, guarda caso, della stessa catena che dista pochi chilometri da quello di Como. Ma anche un'altra segnalazione porta a Como, quella che indicava, secondo una testimone, la presenza di una donna bruna vista insieme a Matthias e alle bambine. La donna corrisponderebbe, secondo la segnalazione, a Katia Iritano, 27 anni, che poi è effettivamente scomparsa il 25 gennaio da Montbovon (Svizzera), e sarebbe stata proprio lei a dire alla signora che ha segnalato l'avvistamento che le due bambine, che le avevano rivolto lo sguardo, erano gemelle. E un cappotto da donna è stato trovato in casa di Schepp a Saint Sulpice. Ma la scomparsa di Katia potrebbe non aver nulla a che fare con la vicenda delle gemelline.

Si indaga infine anche su uno zainetto: quando l'uomo arriva a Marsiglia e parcheggia la macchina non ve ne è traccia; poi ricompare in immagini riprese dalle telecamere quando ha prelevato i 7.500 euro (inviati poi alla moglie in più buste) da vari sportelli bancomat. Dalle immagini appare in maniera certa che lo zainetto, abbastanza capiente, contiene qualcosa. Uno zaino è stato poi trovato vuoto nella vettura che Matthias Schepp ha lasciato parcheggiata davanti alla stazione di Cerignola prima di suicidarsi. La fuga atroce da 'gioco di ruolo' Matthias Schepp resta ancora densa di mistero.

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