Mafia, Cuffaro prosciolto a Palermo

Salvatore Cuffaro è in carcere, a Rebibbia, dallo scorso 22 gennaio
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L'ex governatore della Sicilia, in carcere dal 22 gennaio dopo la condanna definitiva per favoreggiamento aggravato, non sarà giudicato per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Per il gup basta la condanna dalla Cassazione

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Il gup di Palermo Vittorio Anania ha prosciolto l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa ritenendo che l'imputato sia già stato giudicato per gli stessi fatti con sentenza ormai definitiva. L'ex presidente della Regione, a gennaio scorso, è stato condannato dalla Cassazione a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. Il gup, nel dispositivo, ha invocato il principio del “ne bis in idem” che vieta che una persona sia giudicata più volte per lo stesso fatto.

Nel dispositivo della sentenza si legge: "Visto l'articolo 649 del codice di procedura penale si dichiara il non doversi procedere poiché per il medesimo fatto, diversamente considerato quanto al titolo di reato, è intervenuta sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 18 gennaio 2008, parzialmente riformata dalla sentenza della Corte d'Appello e divenuta irrevocabile con sentenza della Cassazione del 22 gennaio 2011". Il gup ha stabilito il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione della sentenza.

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