Gemelle scomparse, le ricerche continuano senza sosta

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Tracce di sangue, non si sa se umano o di animale, sono state trovate sulle rocce di Cap Corse, in Corsica. Mercoledì a Marsiglia le polizie dei vari Paesi confronteranno i propri dati. VIDEO

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Continuano senza sosta in Corsica le ricerche delle gemelle svizzere di 6 anni scomparse e avvistate con certezza l'ultima volta sul traghetto che portava da Marsiglia all'isola col padre Matthias Schepp, poi suicidatosi in Puglia. A Cap Corse sommozzatori, elicotteri, agenti hanno percorso a piedi falesie e spiagge,  perlustrato casematte e vecchie cappelle sconsacrate per tutto il giorno, ma non è stata trovata nessuna traccia di Alessia e Livia. 

Cap Corse, il 'dito' della Corsica, viene perlustrato palmo a palmo. Lunedì sono state trovate tracce di sangue sullo sperone di una falesia vicino a Macinaggio ma non si sa se sia sangue di un animale o di un escursionista. Le polizie di Italia, Francia e Svizzera continuano a lavorare nel massimo riserbo. Gli inquirenti partono da un'unica prova   certa: le bambine sono state sul traghetto 'Scandola' da Marsiglia a Propriano. Lo dice il loro dna trovato nelle cuccette della  cabina 211. Poi un'unica testimone, considerata attendibile, avrebbe visto le bambine sull'isola.

Mentre in Puglia la polizia trova i frammenti del navigatore e si cercano le tracce biologiche delle bambine anche sul traghetto che ha riportato Schepp dalla Corsica a Tolone, mentre in Svizzera si sollecita la madre delle gemelline Irina Lucidi a ricordare   qualsiasi particolare possa tornare utile alle indagini, le ricerche proseguono nel nord della Corsica perché gli investigatori sono convinti che il padre abbia ucciso e fatto sparire i corpi delle bambine nel luogo che aveva amato tanto perché frequentato   assieme alla moglie.  Tornano sulle spiagge di Tamarone, sulle falesie di Macinaggio, nei posti romantici dove il verde è acceso ma anche nelle zone dove il fango potrebbe aver 'marchiato' l'Audi nera di Schepp in fuga. Tornano con i sub nelle baie color smeraldo e nei pozzi   pieni d'acqua, con gli speleologi nelle caverne e nelle grotte del piccolo che incombe su Tumino. Ma finora non una traccia né un indizio. 

Mercoledì a Marsiglia le polizie, coordinate dal Parquet titolare dell'inchiesta, confronteranno i propri dati e cercheranno di fare un punto della situazione. E mentre loro discuteranno sul da farsi domattina a Cap Corse gli speleologi torneranno a   immergersi nelle decine di pozzi aperti lungo il sentiero dei Doganieri.

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