Ruby, Berlusconi a processo il 6 aprile. "Prove evidenti"

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Il gip di Milano ha disposto il rito immediato per concussione e prostituzione minorile: "Le accuse - si legge nel decreto del giudice - sono dimostrate". Il premier sarà giudicato da 3 donne. Nella notte vertice con la Lega a Palazzo Grazioli

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Il gip di Milano Cristina Di Censo ha accolto la richiesta della Procura e ha rinviato a giudizio immediato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con le imputazioni di concussione e prostituzione minorile nell'ambito del procedimento che ruota attorno alla figura della giovane marocchina Karima el Mahroug, detta Ruby.
Lo ha comunicato il presidente dell'ufficio gip Gabriella Manfrin con una nota letta ai giornalisti, in cui si precisa che il processo inizierà il prossimo 6 aprile davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano. E la notizia ha fatto subito il giro del mondo.

Il gip: "Accuse dimostrate" -
Nel decreto con cui ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi, il gip di Milano Cristina Di Censo afferma, a quanto si è appreso, che dalle fonti di prova i fatti storici a carico del premier, cioè le accuse, sono dimostrati. In particolare, il giudice spiega che c'è una prova della fondatezza delle accuse tale da poter sostenere le stesse in un giudizio di fronte a un tribunale, che dovrà poi decidere sulla responsabilità penale del capo del Governo.

Nel suo provvedimento il giudice ha affrontato anche la questione della 'competenza funzionale' del reato, spiegando che il presidente del Consiglio avrebbe commesso la concussione abusando della sua qualità di premier e non abusando delle funzioni di primo ministro. Da qui, secondo il gip, che cita a supporto anche due sentenze della Cassazione, c'è la competenza ad indagare da parte della Procura di Milano. Se il reato infatti fosse stato commesso con abuso delle funzioni di primo ministro sarebbe stato di competenza del tribunale dei Ministri.

15 pagine di fonti di prova -
Sono una quindicina le pagine che contengono le cosiddette 'fonti di prova', a carico di Silvio Berlusconi, nel decreto con cui il gip di Milano ha disposto il processo per il capo del Governo. Le fonti di prova, tra cui intercettazioni e bonifici bancari, sono suddivise per episodi. Esse dimostrerebbero secondo l'accusa, che i fatti storici, di cui è accusato il premier, sono dimostrati

Sarà giudicato da tre donne
- Berlusconi sarà giudicato da un collegio composto da tre giudici donne: Giulia Turri, Carmen D'Elia e Orsola De Cristofaro. Nella nota si legge che il gip, che con la decisione di concedere il processo immediato ha implicitamente ritenuto che la competenza sia del Tribunale di Milano, ha individuato come parti lese Ruby (per il reato di prostituzione minorile) e il Ministero dell'Interno (per il reato di concussione). "Non ci aspettavamo nulla di diverso", ha detto ai giornalisti dopo la decisione del giudice uno dei legali di Berlusconi, l'avvocato Piero Longo, parlamentare del Pdl. "E' una nemesi divina" è il commento di Famiglia cristiana in un editoriale sul sito.

Il Pd chiede le dimissioni - Alla notizia, il leader del Pd ha chiesto le dimissioni del premier: "Chiediamo le elezioni, il Paese è allo sbando". "Vale la presunzione di innocenza, Berlusconi ha ricevuto un forte mandato dagli italiani", gli ha replicato il ministro della Giustizia Alfano.

Berlusconi non partecipa alla conferenza sull'immigrazione - In seguito alla decisione del gip, il premier non ha preso parte alla conferenza stampa sull'immigrazione di Roberto Maroni in prefettura a Catania. Dopo il sopralluogo con il ministro dell'Interno in una struttura che potrebbe accogliere gli immigrati che sbarcano in queste ore in Sicilia, il premier ha deciso di rientrare a Roma. Poi, in serata, Berlusconi ha ricevuto a palazzo Grazioli i vertici della Lega, guidati da Umberto Bossi e dal ministro della Semplificazione legislativa Roberto Calderoli, per una riunione.

La difesa ha 30 giorni per chiedere il rito alternativo - Il processo immediato è quel rito per il quale, di fronte a una prova ritenuta evidente, si salta l'udienza preliminare e si va direttamente al dibattimento in aula. La difesa ha 30 giorni di tempo dal deposito degli atti della decisione di oggi per presentare un'istanza di rito alternativo, come il patteggiamento, o più verosimilmente il rito abbreviato, che comporta la riduzione di un terzo della pena prevista e inoltre si svolge davanti a un gip, a porte chiuse, e non in pubblico dibattimento.
La Procura sostiene che Berlusconi abbia avuto rapporti sessuali a pagamento con Ruby all'epoca in cui la ragazza era minorenne, e che abbia fatto pressioni indebite lo scorso maggio sulla Questura milanese, dove la ragazza si trovava in stato di fermo per furto, perché la rilasciasse.
Il premier respinge tutte le accuse: lui e i suoi legali ritengono inoltre che per quel che riguarda la concussione sia competente il Tribunale dei Ministri, mentre per la prostituzione minorile la competenza territoriale sia della procura di Monza.
La difesa di Berlusconi potrà presentare le sue istanze sulla competenza funzionale e territoriale davanti ai giudici del dibattimento.

Ghedini: "Da Milano mi aspetto di tutto" - Nel commentare, al Tg5, la decisione del gip, l'avvocato Ghedini ha detto di aspettarsi "di tutto" dal tribunale di Milano. Il legale ha affermato che da qualsiasi altro tribunale d'Italia non si sarebbe aspettato il via libera al giudizio immediato, "anche perché - ha detto - certamente non c'era l'evidenza delle prova, anzi c'è esattamente il contrario, cioè la prova dell'innocenza del presidente Berlusconi, mentre la competenza funzionale è del Tribunale dei ministri e quella territoriale, eventualmente, è in quel di Monza".

Nel mirino anche le feste romane - Intanto, una nuova inchiesta si profilerebbe alla procura di Roma sulle feste nelle residenze del premier nella capitale. Lo riferiscono diversi quotidiani in edicola martedì 15 febbraio (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA). Le feste sarebbero in particolare quelle avvenute nel Castello di Tor Crescenza. Ancora non sarebbe stato aperto formalmente alcun fascicolo ma, sempre secondo notizie di stampa, sarebbe imminente l'arrivo a Roma di documenti contenuti nel fascicolo dell'inchiesta aperta a Milano sul caso Ruby.
La Procura, però, smentisce la notizia.




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