Giulia Bongiorno (Fli): "Siamo da sempre discriminate"

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Alla manifestazione organizzata dal Popolo viola in difesa delle donne interviene anche la parlamentare di centrodestra: “La questione femminile c'è da sempre, le donne vivono una situazione di discriminazione permanente”. VIDEO

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"Arrivando qui ho letto uno striscione che diceva: 'Caso Ruby è la goccia che ha fatto traboccare il vaso'. Io dico che quello striscione è troppo ottimista, il vaso è già traboccato da un pezzo".
Tra i partecipanti alla manifestazione "Se non ora quando" organizzata dal Popolo viola in difesa della dignità della donna e in reazione all'indagine sul caso Ruby che vede covintolo il premier, c'era anche un esponente del centrodestra: la presidente della commissione Giustizia della Camera e parlamentare di Futuro e libertà Giulia Bongiorno.
"La questione femminile - ha detto l'esponente di Fli sul palco a Roma- c'è da sempre, le donne vivono una situazione di discriminazione permanente. Invece dobbiamo lottare per essere delle protagoniste e non delle comparse. L'unico contesto in cui la donna è protagonista sono le barzellette, soprattutto quelle che vengono da Arcore".

"Come donne - ha aggiunto la presidente della commissione Giustizia- abbiamo fatto un errore: quello di credere che siamo tutti uguali e che le donne avessero le stesse opportunità degli uomini. Non è vero, è evidente che non è così. Le parole possono confondere, bisogna stare attenti all'uso delle parole che deformano la realtà. Infatti, dire escort, è molto più raffinato che non dire prostituta".

D'obbligo una risposta alla manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara a Milano che ha definito 'moralisti' tutti coloro che sono scesi in piazza domenica 13 febbraio in tante città italiane: "Moralisti è solo un modo per sminuire la presenza e la partecipazione di tante persone. Se questa cosa nata spontaneamente, dovesse proseguire, si creerebbe qualcosa di grande, genuino e travolgente. Io credo fermamente nella libertà delle persone. L'unico limite è che la mia libertà non calpesti quella altrui. Quindi tutti possono essere liberi di fare un festino hard, ma il festino hard non può essere un criterio per selezionare la classe dirigente femminile".

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