Le donne invadono le piazze d’Italia: "Se non ora, quando?"

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Un milione a Roma, decine di migliaia nelle altre città: successo della mobilitazione in difesa della dignità femminile in risposta allo scandalo del Rubygate che ha coinvolto Berlusconi. Sit-in anche a Londra, Parigi e in Bangladesh. I VIDEO E LE FOTO

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(in fondo all'articolo i video della manifestazione)

Una marea di più di un milione di persone "indignate" è scesa in piazza, in Italia e nel mondo, per dire basta a una cultura che nega la dignità delle donne e per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Ha superato le più rosee aspettative la mobilitazione nata intorno all'appello "Se non ora, quando?", che in pochi giorni e con il fondamentale ausilio di Internet ha scatenato, con un effetto-valanga, manifestazioni in 230 città in Italia e una trentina all'estero.

Roma in primo luogo, ma anche Milano, Torino, Napoli e così via in giro per l'Italia e per il mondo fino all'altra parte del globo, a Parigi come in Bangladesh (guarda le foto). Un grido si è levato dalle piazze: "ora basta!". Piazze enormi come quella del Popolo a Roma si sono riempite di donne e di uomini "amici delle donne", tutti arrivati senza bandiere di partito ma solo con qualche tricolore e tanti cartelli, tutti contro il premier: "Berlusconi indegno", "Io donna cattolica dico basta! B vai via", "Napolitano: una Clio tutta la vita - Berlusconi: una escort tutte le notti" e anche "Dimettiti! Grande capo culo flaccido". E contro Berlusconi si è levato l'urlo della folla prima dell'inizio della manifestazione romana: "Dimettiti!".

La rabbia della gente in piazza è infatti più esplicita e diretta di quella delle donne sul palco, che quasi mai pronunciano il nome di Berlusconi e puntano invece sui temi della dignità delle donne e della rivendicazione di un nuovo ruolo. Star applauditissime della kermesse romana, la leader della Cgil Susanna Camusso e la deputata finiana Giulia Bongiorno: "Oggi siamo e dobbiamo essere protagoniste, non comparse. L'unico contesto in cui vedo le donne protagoniste sono le barzellette, soprattutto se le barzellette provengono da Arcore".

I partiti hanno rispettato la richiesta delle organizzatrici della mobilitazione e hanno partecipato senza vessilli. Massiccia la presenza di esponenti del Pd, che però, a esclusione di Rosy Bindi, Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri, hanno scelto la non visibilità mescolandosi con la folla, come Pierluigi Bersani, Walter Veltroni e Dario Franceschini. In piazza, in perfetto anonimato, anche una cinquantina di donne del Pri, il partito repubblicano schierato con il centrodestra.

La scena è stata quindi tutta delle donne, dalle cittadine in piazza alle "vip" sul palco, e per tutte la manifestazione è stata un "grande successo". Di parere diverso il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che in tutti questi giorni aveva assistito senza intervenire alla grande mobilitazione e che solo in serata ha fatto sentire la sua voce, parlando di "un'occasione sprecata". "Chi ha responsabilità di governo ha sempre il dovere di ascoltare la piazza e le domande che questa pone alla politica. Ragione per cui, da domani, continueremo a lavorare con ancora maggiore vigore per le donne italiane, per garantire loro opportunità, servizi e sicurezza" ha affermato. "Le manifestazioni di oggi - ha aggiunto - hanno avuto il merito di sollevare un dibattito tra le donne molto vivo e partecipato, di unire generazioni diverse nel discutere di condizione femminile e libertà; poteva essere un momento molto importante per il Paese. Spiace che l'occasione sia stata sprecata, trasformando questa iniziativa nell'ennesimo corteo contro il governo democraticamente eletto dagli italiani e dalle italiane, strumentalizzando per fini politici le decine di migliaia di donne scese in piazza in buona fede".

Polemica per le parole della Minetti
- Dalle colonne di Affari Italiani prima, e da quelle di Libero, suscitano intanto controverse reazioni le parole del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata per induzione e sfruttamento della prostituzione insieme a Lele Mora, a Emilio Fede e ad altre persone. "Perché urlare che le donne sono diverse se abbiamo lottato per la parità dei sessi? Suona come un'incoerenza" ha dichiarato l'ex igienista dentale. (Guarda le foto)
Partendo da un ragionamento sull'origine della parola "grazia", "che gli antichi definivano "bellezza in movimento", Minetti lancia un interrogativo alle manifestanti. "Vogliamo affermare il potere delle donne dimenticando la nostra femminilità? La bellezza non è una qualità minore, ma un punto di forza. Non è un dettaglio estetico, ma un potere che viene da dentro", attacca.
Per il consigliere regionale, poi, non bisogna cedere alla "banale uniformità bella/stupida", che rappresenta "un risultato parziale", ma bisogna considerare nella somma tutti i
fattori per dimostrare che "il risultato cambia ogni volta".

Guarda i video e gli interventi sulla manifestazione delle donne:

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