Fli, si chiude la Costituente. Rischio spaccatura

Gianfranco Fini
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Terzo e ultimo giorno dell'assise di Futuro e libertà. Si temono ulteriori divisioni per la nomina del segretario. In pole, Bocchino, che dovrà fare i conti con una fronda piuttosto agguerrita

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Terzo e ultimo giorno dell'Assemblea costituente di Futuro e libertà. Sarà il fondatore del neonato partito, Gianfranco Fini, a chiudere la tre giorni, ma all'interno di Fli emergono già numerose divisione.
Prima fra tutte, la questione degli organigrammi di Fli, nonostante il lungo vertice notturno convocato da Gianfranco Fini per cercare una soluzione unitaria sulla guida di Futuro e Libertà.
Vertice che arriva dopo i forti dissidi scatenati nei primi due giorni della Assemblea Costituente dall'ipotesi di una segreteria affidata ad Italo Bocchino. Il leader di Fli, dopo una giornata di aspri scontri dietro le quinte del congresso, si è visto costretto ad intervenire e a convocare, a cena nell'hotel milanese che lo ospita, i vertici futuristi per chiedere loro di privilegiare su tutto la compattezza e l'unità, in un momento politico delicato come questo. Ma la soluzione unitaria, nonostante il richiamo del leader, al momento non c'è.
E Fini prima dovrà sbrogliare la matassa. Resta sul tappeto l'ipotesi, fortemente contrastata, che a fare il coordinatore sia chiamato Italo Bocchino. Ma un gruppo di finiani, capeggiati da Carmelo Briguglio e Fabio Granata, potrebbero chiedere che a votare sia l'Assemblea Costituente.
"Il partito si spaccherebbe - avverte però uno dei presenti al vertice serale - e sono già pronti i ricorsi, perché l'Assemblea Costituente non è dotata di questo potere".

Tra le ipotesi, il "congelamento" del coordinatore - Una delle ipotesi circolate è stata anche quella di non nominare un coordinatore e congelare gli attuali assetti: Italo Bocchino e Pasquale Viespoli resterebbero capigruppo rispettivamente alla Camera e al Senato, Roberto Menia responsabile organizzativo e Benedetto Della Vedova portavoce, mentre non si sceglierebbe al momento un coordinatore unico, ruolo in precedenza di Adolfo Urso, né un coordinamento collegiale. Forti i malumori espressi soprattutto dal coordinatore in pectore Adolfo Urso e dal presidente dei senatori Pasquale Viespoli, che ha riunito i senatori futuristi annunciando a Fini possibili defezioni nel caso fosse scelto Bocchino per la guida del partito. Contrari alla nomina anche diversi coordinatori regionali. Sarà Fini a decidere, prima di chiudere il primo congresso futurista, contrassegnato dalla forte spaccatura del suo gruppo dirigente.

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