Paesi in rivolta: polemiche sull'accordo salva-vacanze

Autotutela, associazione italiana degli agenti di viaggio, è una delle voci contrarie alla “linea di condotta” indicata da Astoi, Assotravel e alcune associazioni dei consumatori. Sul suo sito, sull’immagine che accompagna la presa di posizione contro l’accordo c’è scritto “Balle”
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La Farnesina ridà il via ai viaggi in Egitto ma sconsiglia Libia, Yemen, Bahrein. I turisti in partenza non perderanno i soldi anche grazie all'intesa firmata da Astoi, Assotravel e alcune associazioni dei consumatori. Intesa che, però, ha fatto discutere

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di Valeria Valeriano

Mentre l’Egitto cerca di tornare alla normalità, in altri paesi del Nord Africa e del Medio Oriente dilaga la protesta. La Farnesina, attraverso il sito Viaggiare sicuri, tiene aggiornati i turisti sulle mete a rischio. Tolto lo “sconsiglio” sulla terra dei Faraoni (anche se rimangono da evitare alcune città), il ministero degli Esteri scoraggia partenze in Libia, Yemen e Bahrein. Chi ha già prenotato un soggiorno in quelle zone, comunque, non perderà il viaggio. Lo stabilisce l’articolo 92 del Codice del consumo e una sentenza della Corte di Cassazione. Ma anche un accordo firmato il 4 febbraio, in pieno caos Egitto, tra Astoi, Assotravel, Adiconsum, Federconsumatori e Movimento consumatori. Accordo che, però, ha suscitato qualche polemica tra le associazioni minori.

“Quando è in vigore uno «sconsiglio» del Ministero degli Esteri – dice Fulvio Avataneo, presidente di Autotutela (unione degli agenti di viaggio nata tra il 2001 e il 2002) – i viaggi già prenotati possono essere cancellati in qualsiasi momento. L’intesa, invece, fissa un limite di sette giorni dalla partenza”. Secondo Avataneo, che annuncia il ricorso all’Antitrust, l’accordo è nato solo per motivi economici. “Dei circa 97 operatori che trattano l’Egitto – spiega – solo quattro o cinque in quel momento di caos sarebbero stati in grado di rimborsare i biglietti. Astoi e Assotravel, entrambre legate a Confindustria, avevano bisogno di prendere tempo e così hanno inventato quest’accordo vergognosamente fasullo e illegale”.

“La situazione in Egitto è stata l’occasione per fare chiarezza – risponde Roberto Corbella, presidente di Astoi –. La legge lascia tutto alla libera interpretazione dei singoli operatori. Noi abbiamo creato una linea comune di condotta che servirà sia come precedente sia come punto di riferimento”. “Il Codice del consumo è nebuloso – aggiunge Andrea Giannetti, presidente di Assotravel –. Volevamo diradare una materia grigia”. Stessa linea per Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum: “L’intesa è, e sarà in futuro, una tutela in più a favore dei turisti. Serve a evitare contenziosi che sfocerebbero in processi infiniti”.

Ma Autotutela non è l’unica voce contraria all’accordo. “Non c’è stato un tavolo di contrattazione – dice Cinzia Renzi, presidente della Fiavet (federazione imprese di viaggi e turismo nata nel 1961) –. Avremmo potuto proporre altre soluzioni”. “È un'intesa più di facciata che di sostanza”, aggiunge Giovanni Ferrari, presidente della Casa del consumatore (associazione creata nel 2000 per tutelare i diritti degli utenti dei servizi). “In situazioni gravi come queste – conclude Ferrari – ci vorrebbe più responsabilità da parte di tutti, agenzie di viaggi e tour operator. Non dovrebbe essere il singolo a dire «non voglio partire» ma gli operatori e dire «non puoi»”.

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