"Le gemelline riposano in pace", la lettera del padre

Alessia e Livia
1' di lettura

La madre che proprio oggi aveva lanciato un appello è stata avvertita dagli investigatori. Vanno avanti da giorni le ricerche di Alessia e Livia, 6 anni. Il padre si era lanciato sotto un treno a Cerignola il 3 febbraio

(in fondo all'articolo tutti i video sul caso)

"Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto". Poche parole, che se fossero vere potrebbero bastare a spegnere ogni speranza sulla sorte delle due gemelline scomparse.  Le frasi sono contenute in una delle due lettere che Matthias Schepp, il padre delle gemelline Alessia e Livia, ha scritto e inviato alla moglie Irina prima di suicidarsi. La missiva sarebbe arrivata solo oggi, proprio nel giorno in cui la madre lanciava un appello video per chiedere aiuto a chiunque avesse visto qualcosa.

Parole che non lascerebbero molte speranze sulla sorte delle due bimbe, anche se gli investigatori proseguono tuttora le loro indagini che, ad oggi, sono almeno riuscite a ricostruire la prima parte del viaggio di Matthias Schepp: cominciato con le sue bambine e proseguito da solo. I tasselli cominciano a combaciare ma il puzzle è una figura che nessuno vorrebbe vedere e ha sullo sfondo pagine web sui veleni e gli avvelenamenti, un viaggio pianificato in posti di vacanze che ora potrebbero essere di morte. Dopo alcune settimane passate a cercare su internet la via per la Corsica (luogo che in passato era stato di gioia per la famiglia Schepp) e il modo migliore per uccidere con il veleno, Matthias è partito con le figliolette alla volta di Marsiglia.

Qui il 31 gennaio ha acquistato tre biglietti per il traghetto della Cmn che avrebbe portato lui e le piccole fino a Propriano, 30 chilometri da Ajaccio. L'hanno visto in molti, a Marsiglia, ma le bimbe sono state notate solo sulla nave. Arrivati a Propriano alle 6,30 del 1 febbraio, Matthias è sceso ed è di fatto scomparso. Aveva con sé le gemelline? Nessuno lo sa. All'improvviso, Matthias ricompare all'imbarco dei traghetti di Bastia dove prende la nave per Tolone. Acquista un biglietto. E' solo. Di Alessia e Livia nessuna traccia, resta solo l'eco del pianto ascoltato da una passeggera sul traghetto per Propriano. Ora la nave che ha viaggiato da Bastia a Tolone con Schepp a bordo è sottoposta ad accertamenti ed indagini: in particolare la cabina che l'uomo ha occupato durante la traversata ed il garage in cui era custodita la sua auto. Al suo arrivo a Tolone ha inviato a Losanna una delle lettere.

Quindi Matthias Schepp torna in Francia. Solo. Qui prende la macchina e l'occhio elettronico lo fotografa alla barriera di Ventimiglia. E' il 2 febbraio. Con tutta probabilità ha avuto il tempo di spedire a Losanna un pacco, 'postato' da un corriere proprio il 2 febbraio in un minuscolo borgo vicino a Marsiglia. In quel pacco c'era forse il registratore dal quale l'ingegnere svizzero non si separava mai, cercato disperatamente dalla polizia a Cerignola, dove Schepp si è suicidato dopo aver spedito un'altra lettera a casa.

Resta però il nulla nel quale sono svanite le piccole. Ogni giorno che passa, ogni ora passata a cercare, si fa sempre più forte la convinzione che le due gemelline siano state uccise per mano del padre, come farebbe capire anche il contenuto di una delle missive. Un pozzo senza fondo, l'indagine del Parquet di Marsiglia sulle due bambine scomparse. Che emana l'odore acre delle notizie peggiori: uccise, si dice. Ma come? Le ha buttate dal traghetto diretto in Corsica? Le ha avvelenate e ha nascosto i corpi sulla strada tra Propriano e Bastia? Le ha buttate in un anfratto? Oppure, ma questo resta per ora solo una speranza, sono vive e le ha affidate a qualcuno? Tante domande e tutte pressanti. Gli agenti della polizia giudiziaria francese, la polizia italiana scavano, cercano, non si danno tregua. Anche se aver dato forma al viaggio del padre è importante e può portare a qualcosa. Sia quello che sia, anche un requiem.

Leggi tutto