Gemelle scomparse: erano sul traghetto per la Corsica

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Secondo il procuratore di Marsiglia, ci sono tre testimoni che hanno visto le piccole sull'imbarcazione insieme al padre il 31 gennaio. L'uomo, dopo aver rapito le bambine, si è tolto la vita in Puglia il 3 febbraio

Le due gemelline svizzere scomparse dopo essere state rapite dal padre, Matthias Schepp, (che si è tolto la vita in Puglia il 3 febbraio) erano insieme al genitore, su un traghetto diretto da Marsiglia in Corsica il 31 gennaio. L'avvistamento delle bimbe, l'ultimo di cui si è avuto finora notizia, è stato reso noto dagli inquirenti francesi che si stanno occupando del caso.

Secondo il procuratore marsigliese Jacques Dallest, ci sono tre diversi testimoni oculari in grado di confermarlo. In precedenza si sapeva che il padre, Matthias Schepp, era stato notato mentre acquistava il biglietto per l'imbarco, ma si ignorava se le figliolette lo avessero seguito o meno a bordo.

"Sappiamo da ieri - ha detto il procuratore in una conferenza stampa alla procura di Marsiglia - da alcuni passeggeri del traghetto fra Marsiglia e Propriano che l'uomo era con le bambine". Due passeggeri oltre alla vicina di cabina del padre e delle due gemelle sono i testimoni di cui ha parlato Dallest: "la vicina di cabina spiega di aver udito il pianto di un bambino in serata e che poco dopo ha visto le bambine. Una l'ha riconosciuta formalmente".
La stessa vicina di cabina a bordo del traghetto 'Scandola' della Compagnia meridionale di navigazione (Cmn), ha aggiunto anche di aver "visto le due bambine nell'area giochi del traghetto".

Le tracce delle due bambine si perdono però dopo la traversata, anche se un testimone della cittadina corsa di Propriano, "un anziano" sostiene di "aver visto da lontano scendere a piedi un uomo e due bambini". Non ha però saputo identificare Livia e Alessia.

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