Gemelline scomparse: trovate lettere indirizzate alla madre

Continuano le ricerche a Cerignola
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Due missive erano in una cassetta postale abbandonate, mentre altre otto sono state inviate in Svizzera. All'interno soldi per un totale di circa 6000 euro. Nessuna traccia delle bambine

Sono in tutto 4.400 gli euro trovati nelle buste che sono arrivate per posta in Svizzera a Irina Lucidi da suo marito, Matthias Kaspar Schepp, il 3 febbraio scorso, poco prima che si suicidasse.

Si tratta di parte dei 7.500 che l'uomo ha prelevato il 31 gennaio scorso da cinque sportelli bancari di Marsiglia. Nessun cenno sulla sorte delle figlie della coppia, le due gemelle di sei anni, Alessia e Livia Schepp, delle quali non si hanno più notizie da quando il loro papà - che le aveva con sé per il week-end e che non le ha più riportate a scuola il 31 gennaio - si è suicidato la sera del 3 febbraio scorso lanciandosi sotto l'Eurostar Milano-Bari nella stazione di Cerignola, in provincia di Foggia.

La notizia delle buste contenenti il denaro è stata data martedì 8 febbraio a Saint-Sulpice (in Svizzera) dal fratello di Irina, Valerio Lucidi. Le buste provengono tutte dalla Puglia, forse tutte da Cerignola: infatti, in una buca delle Poste in disuso, vicino alla stazione ferroviaria dove l'uomo si è ucciso, sono state trovate altre due lettere indirizzate a Irina Lucidi, anche queste contenenti denaro. Sulle buste c'è scritto il nome e l'indirizzo di Irina Lucidi, scritto a mano con una grafia che i familiari hanno riconosciuto come quella di Matthias Schepp.
L'invio del denaro "ci preoccupa molto - ha detto Valerio Lucidi - perché invalida la pista secondo la quale il padre avrebbe potuto usare il denaro prelevato per pagare qualcuno che si occupasse di Alessia e Livia".

"Non avrebbe mai fatto del male alle figlie, le amava troppo", hanno ripetuto in questi giorni i familiari. Ma ora più che mai l'angoscia toglie il respiro nella casa di Irina, donna energica, un avvocato pieno di grinta di 44 anni, che lavora nella stessa multinazionale del marito dove la sua carriera è in ascesa. Non è così per Matthias Schepp: il suo ruolo all'interno dell'azienda era sempre più defilato. Un problema, questo, che alla fine pare avesse minato le basi del rapporto tra Irina e Matthias.
Irina, intanto, continua a scegliere di non parlare."No, la signora non vuole venire al telefono, è di là, mi scusi ma devo chiudere": una voce gentile di donna liquida al telefono i giornalisti.

Nel quinto giorno di ricerche che vedono impegnati gli investigatori di tre Paesi - Svizzera, Francia e Italia - il puzzle della scomparsa delle gemelle è sempre più complicato: Matthias Schepp ha lasciato a casa gli effetti personali delle bambine e anche i seggiolini per trasportare le figlie in auto e ciò farebbe ipotizzare che possa aver affrontato da solo il viaggio da Losanna in Italia nel corso del quale ha fatto tappa a Marsiglia dove ha prelevato i 7.500 euro e ha scritto due cartoline alla moglie: una il 31 gennaio scorso e l'altra il 2 febbraio, il giorno prima, cioé, di suicidarsi. Le due cartoline contengono frasi dello stesso tenore ("sono disperato", "senza di te sono perso") e non viene fatto alcun cenno alle piccole.

Le bimbe sono state viste per l'ultima volta alle 13 del 30 gennaio vicino all'abitazione del loro papà, a Saint Sulpice, sobborgo di Losanna, a poca distanza dalla casa materna. Da quel momento più nulla.  

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