Slitta la richiesta di giudizio immediato per Berlusconi

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Nell'inchiesta legata al caso Ruby, continuano gli accertamenti dei magistrati di Milano sulla presenza di un'altra minorenne alle feste in casa del premier. Al momento non ci sono contatti con la procura di Napoli, che ha avviato un'inchiesta parallela

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La richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta sulle feste ad Arcore, non è stata inoltrata al gip nella giornata di lunedì 7 febbraio.

Al momento non ci sono contatti con la procura di Napoli che ha avviato un'inchiesta parallela a quella milanese su un presunto 'reclutamento' di ragazze per le feste ma nel capo di imputazione che sarà notificato al premier rischia di essere indicata come parte offesa, dopo Ruby, un'altra ex minorenne: Iris Berardi, la giovane escort brasiliana che, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2009, quando non aveva ancora compiuto la maggiore età, si sarebbe trovata ad Arcore. Il suo telefonino "aggancia" la cella di Arcore nella notte precedente al ferimento del premier da parte di Massimo Tartaglia.
Non sono però gli accertamenti sulla Berardi a far slittare di almeno un giorno la richiesta di giudizio immediato, ma problemi di diritto e di ordine logistico.
"La vicenda è controversa e come tutte le questioni opinabili va studiata", ha spiegato il capo della procura di Milano Edomondo Bruti Liberati: il 'nodo' che i pm sono chiamati a sciogliere nelle prossime ore è quello relativo alla scelta sul rito con cui chiedere il processo per il premier.
Un altro problema che i magistrati devono affrontare è quello relativo alla mole enorme di fotocopie di atti che dovranno essere depositati con la richiesta di processo. Bruti sottolinea l'eseguità del personale giudiziario che può essere impiegato per fare le fotocopie, tanto che a supporto degli impiegati che lavorano negli uffici dei magistrati titolari dell'inchiesta sono state chiamate persone impiegate in uffici di magistrati estranei all'indagine. "Abbiamo comunque interesse a chiudere nel più breve tempo possibile", ha assicurato Bruti Liberati.

Sabato scorso, i difensori di Berlusconi, gli avvocati Nicolò Ghedini e Piero Longo, hanno inviato in procura le testimonianze di 4-5 persone sentite nell'ambito delle indagini difensive a discarico del premier. Nuove testimonianze che vanno ad aggiungersi a dichiarazioni rese da altre persone che erano già state spedite nelle scorse settimane.

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