Banda larga, ecco come controllare se Internet funziona bene

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L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha messo a disposizione degli utenti un software per verificare che i valori della propria navigazione corrispondano a quelli promessi dai provider e, nel caso, recedere dal contratto. Scetticismo dei blogger

di Pamela Foti

A quale velocità vanno gli italiani? In Rete si intende. A molti sarà capitato di guardare inermi il proprio pc inchiodato su una pagina web che non ne vuole sapere di caricarsi: lo sguardo va in fissa sulla clessidra che gira, la barra in basso a destra indica la lentezza con la quale finalmente riusciremo a navigare.
Erano proprio questi gli accordi presi con il proprio operatore telefonico?

La delibera 244/08/CSP sancisce l’obbligo da parte del gestore di telefonia di assicurare la velocità minima garantita da contratto. (Consulta qui le offerte degli operatori). E grazie al progetto Misura Internet, a cura di Agcom e della Fondazione Ugo Bordoni, da qualche mese è possibile “verificare che i valori misurati sulla singola linea telefonica siano rispondenti a quelli dichiarati e promessi dagli operatori nell’offerta contrattuale da loro sottoscritta". Il progetto, primo e unico in Europa, è per ora dedicato a connessioni ad Internet in banda larga e Adsl. Basta registrarsi al sito di Agcom, scaricare il software e iniziare “la procedura di misura”. Al termine dell’operazione verrà rilasciato un pdf con i dati corrispondenti alla nostra velocità di navigazione.

Dov’è allora la novità, si chiedono molti utenti in Rete che sono abituati a monitorare la propria velocità di connessione con software disponibili in Rete? La risposta è semplice.
Il software rilasciato dall'Agenzia delle Telecomunicazioni, Ne.Me.Sys., è l'unico ad avere valore legale ed essere riconosciuto dalle compagnie telefoniche. In sostanza, se i risultati della "misura" risultano peggiori rispetto a quelli indicati dall'operatore, è possibile presentare un reclamo e chiedere il ripristino degli standard contrattuali. Se entro 30 giorni dalla ricezione del reclamo corredato dal pdf, che viene creato in automatico al termine delle operazioni di misurazione, l'operatore non ripristina i livelli di qualità del servizio garantiti, l'utente ha il diritto di recedere senza penali dal contratto sottoscritto per la sola parte relativa al servizio di accesso ad Internet.
Inoltre, Misura Internet, “consente di fare una misurazione personalizzata e relativa solo ed esclusivamente al proprio operatore”, evitando così tutti quei fattori esterni alla propria connessione, spesso utilizzati come "giustificazione" dalle compagnie telefoniche.

Ecco il tutorial per installare Ne.Me.Sys ed effettuare la misura della proposta di connessione su postazione fissa.



Cosa deve fare dunque un utente che riscontri ripetuti problemi di navigazione?
Le fasi sono tre: 1) reclamo; 2) tentativo di conciliazione; 3) azione legale.
L'utente che ha verificato discrepanze tra il servizio offerto dall'operatore e gli accordi contrattuali sottoscritti, innanzitutto è chiamato a fare reclamo telefonico al gestore. Se il problema non viene risolto, si apre la fase della controversia. Prima infatti di agire in giudizio per la violazione di un proprio diritto, è infatti necessario avviare un tentativo di conciliazione dinanzi al Co.Re.Com. (Comitati Regionali per le Comunicazioni), come previsto dal regolamento di procedura per la soluzione delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche, approvato da Agcom il 19 aprile 2007.
Se anche in questa fase non si trova un accordo comune a operatore e gestore, l'utente può denunciare le eventuali violazioni della normativa di settore e chiedere l’intervento sanzionatorio dell’Autorità. Dopo aver compilato il modulo D, infatti, Agcom si metterà in contatto con l'operatore per iniziare la fase istruttoria.

Ad oggi, secondo i dati resi noti a Sky.it da Agcom, sono circa 17 mila gli utenti registrati al progetto Misura Internet e di questi circa 4.500 hanno effettuato almeno un controllo della propria connessione.
Il 37% delle persone che hanno scaricato il programma hanno "misurato" Telecom Italia; segue Wind, 21%; Tiscali, 12%; Fastweb, 10%; Tele Tu 9,4%; Vodafone, 6,8%; altri operatori 2%.
Un dato colpisce su tutti: nonostante lo strumento messo a disposizione da Agcom, che fornisce un documento con valore legale riconosciuto dai provider per eventuali contestazioni sulla qualità della linea in relazione al contratto sottoscritto, nessun utente ha richiesto l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.  Diverse, infatti, sono state le telefonate fatte al contact center di Agcom per chiedere informazioni, ma non si registra alcuna azione legale nei confronti degli operatori di telefonia (contact center: 800.18.50.60 da rete fissa, 081.750.750 da cellulare – attivo da lunedì a venerdì dalle 10 alle 14).
Altroconsumo, dal canto suo, sostiene che nel 2010 sono arrivate all'associazione dei consumatori "circa 1.300 segnalazioni da parte degli utenti, che potremmo definire lamentele sulla non corrispondenza della velocità reale a quella dichiarata". Anche in questo caso, però, non si ha notizia di alcuna denuncia.

Secondo un "sondaggio" - che non pretende certo di avere validità scientifica - effettuato sul suo blog da Andrea Beggi, sistemista informatico e tra i blogger più autorevoli in materia, si scopre però che sono ancora pochi gli utenti (anche tra quelli più attenti alle novità informatiche) che conoscono il progetto di Agcom.
Gli internauti che invece conoscono il progetto lamentano sessioni di misurazioni troppo lunghe e complicate.
Il software, infatti, deve "controllare" gli standard di navigazione per un almeno 24 ore (massimo 3 giorni). Durante questa fase, però, il pc deve restare sempre acceso e occorre impedire che altri programmi accedano in Rete. Insomma, davvero troppo sostengono alcuni utenti.
Altro problema: in tanti sembra non riescano a scaricare il programma. Va segnalato, però, che Agcom risponde prontamente ad ogni questione tecnica. Come ha fatto col blogger Andrea Ferrario, che riportando sul suo sito il carteggio virtuale avuto con i sistemisti del sito dell'Autorità consiglia di consultare le
Istruzioni per l’utilizzo di Ne.Me.Sys”.

La questione fondamentale, sostiene invece Sbabba, è però un'altra. L'utente può infatti disdire il suo contratto se la prestazione offertagli non corrisponde a quella che gli è stata promessa. Ma poi che fa? Certo, può sottoscrivere un nuovo contratto con un altro gestore, ma se il problema si ripresenta? "E' un gatto che si morde la coda - scrive - Si può anche cambiare il provider ogni 30 giorni ma la musica non cambia". E poi lancia una proposta: oltre a garantire il diritto di recesso, perché non si pensa anche a multare chi promette standard di navigazione che poi non mantiene?

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