Egitto e Tunisia, i turisti italiani non perderanno i viaggi

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Grazie a un'intesa tra i tour operator e le associazioni dei consumatori, quando la Farnesina sconsiglia di recarsi in un paese, le persone in partenza nei sette giorni successivi possono rimandare il viaggio, scegliere un’altra meta o avere il rimborso

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Rimandare la partenza, scegliere un’altra destinazione, ricevere un buono viaggio o avere il rimborso del pacchetto. Sono queste le opzioni tra cui i turisti italiani che hanno prenotato una vacanza in Egitto, o in un altro Paese in rivolta, possono scegliere. È stata siglata, infatti, un’intesa tra Astoi (l’associazione tour operator italiani), Confindustria Assotravel e le associazioni di consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Movimento consumatori.

Quando la Farnesina pubblica un avviso in cui sconsiglia di recarsi in uno Stato, i turisti che hanno già prenotato il viaggio e che sarebbero in partenza nei sette giorni successivi possono decidere di usufruire di una delle quattro alternative. Per le partenze programmate oltre i sette giorni dallo “sconsiglio” del ministero degli Esteri, invece, “si suggerisce di attendere l’evoluzione della situazione. Se a sette giorni dal viaggio permanesse l’avviso, si potrà scegliere fra le quattro opzioni. Qualora i clienti non volessero aspettare, varranno le normali condizioni generali di contratto. Eventuali contenziosi potranno essere risolti rivolgendosi allo strumento della conciliazione paritetica”.

"Astoi, Assotravel, Adiconsum, Federconsumatori e Movimento Consumatori – si legge in una nota congiunta –, sono in continuo contatto con l'Unità di crisi della Farnesina, con l'ambasciata italiana al Cairo e con i consolati al fine di monitorare in modo costante e tempestivo l'evolversi della situazione".

"L'accordo – sottolinea Pietro Giordano, segretario nazionale dell'Adiconsum – ha valore retroattivo. Chi nei giorni scorsi ha pagato penali per aver annullato viaggi in zone sconsigliate dalla Farnesina, può ricorrere alla conciliazione". "Invitiamo i passeggeri che si vedessero negare i propri diritti a segnalarcelo immediatamente”, aggiunge Mauro Zanini, vice presidente Federconsumatori. Al di là dell'intesa, infatti, i diritti dei viaggiatori che non vogliono più partire verso mete sconsigliate dal ministero degli Esteri sono sanciti anche da una sentenza della Corte di Cassazione e dal Codice del Consumo. "La irrealizzabilità della finalità turistica per sopravvenuto evento non imputabile alle parti determina l’estinzione di diritto del contratto". Se si rinuncia alla partenza, essendo questa una “causa di forza maggiore”, è possibile, quindi, chiedere di riprogrammare il viaggio, cambiare destinazione o avere il rimborso della somma già corrisposta inviando una raccomandata al tour operator. Per assistenza, oltre agli sportelli delle associazioni dei consumatori, si può contattare lo Sportello nazionale Sos turista.

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