Caso Ruby, perquisizione a casa di una cronista del Giornale

Ilda Boccassini
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Sequestrato materiale alla giornalista Greco, che aveva pubblicato un articolo su Ilda Boccassini. Indagato anche il consigliere del Csm Brigandì con l’accusa di abuso d’ufficio: avrebbe passato dei documenti interni. “Non sono stato io” si difende

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E' indagato dalla procura di Roma, per abuso d'ufficio, il consigliere laico del Csm, Matteo Brigandì, in relazione all'inchiesta per la quale è stata eseguita una perquisizione nell'abitazione della cronista de Il Giornale, Anna Maria Greco.
In base a quanto si apprende a piazzale Clodio l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilipo Laviani, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio superiore della magistratura.

Brigandì: "Non sono stato io" - Brigandì, secondo l'accusa, avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, uno dei magistrati che si occupano del caso Ruby.
Il consigliere, nel cui ufficio su mandato della procura di Roma i carabinieri hanno apposto i sigilli, ha già smentito di aver dato a Il Giornale, di proprietà della famiglia del premier, gli atti del procedimento disciplinare sul pm di Milano.
"Ovviamente non sono stato io - aveva detto la scorsa settimana dopo notizie di stampa che lo accusavano di aver chiesto lui il fascicolo al Csm - e se qualcuno sostiene questa cosa ne risponderà nelle sedi legali possibili".
"Ho chiesto al Csm una serie di documenti, compreso quel fascicolo, che ho letto per un quarto d'ora e poi ho restituito", aveva precisato Brigandì, che aveva anche annunciato di aver scritto una lettera al vice presidente Michele Vietti per chiedergli di "far luce" sulla vicenda.

Il Cdr: "Violenta aggression" - E a stretto giro di replica arriva anche il commento del Cdr della redazione de Il Giornale, che definisce "pervicace e violenta aggressione" la perquisizione dell'abitazione della giornalista Anna Maria Greco.
Secondo il Cdr, infatti, si tratta di "un'intimidazione sia verso le libertà individuali indisponibili della nostra collega sia verso la libertà di stampa, anch'essa diritto costituzionalmente garantito. Si tratta di un attacco all'indipendenza di questo quotidiano che il Cdr non intende più tollerare". Nell'esprimere la solidarietà e la vicinanza alla collega Anna Maria Greco, "che non è indagata, e alla sua famiglia, violate fin nella loro più profonda intimità solo per aver esercitato il diritto-dovere di informare i cittadini", il Cdr de Il Giornale denuncia "l'ennesima ingerenza nell'esercizio della nostra professione. E' un atto intollerabile - prosegue la nota - che deve far riflettere tutti, il mondo dell'informazione in particolare, sulla divisione dei ruoli e delle responsabilità".


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