Certificati online, l'allarme dei medici: "Sistema in tilt"

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Nel giorno in cui scattano le sanzioni per chi non invia via Internet la documentazione la Cgil denuncia problemi al funzionamento del sito. Brunetta: "Non ci sarà nessuna punizione in casi del genere"

Disagi, disservizi per i pazienti, lunghe attese ai call center. Nel giorno dell'avvio delle sanzioni per i medici che non inviano online i certificati la Cgil denuncia: "Il sistema informatico questa mattina è stato in tilt per diverse ore", perché "più medici, con lo spettro del licenziamento, si saranno collegati per fare tutto via web". Per questo, dicono Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici, e il coordinatore dei medici di medicina generale Nicola Preiti, "chiediamo al governo di intervenire per bloccare le sanzioni fino all'incontro preannunciato dal ministro Brunetta".

Tutto "già previsto - spiegano - così come il rischio di affollamento dei Pronto soccorso" dove i medici ospedalieri possono continuare a fare i certificati cartacei, senza incorrere nelle sanzioni.

Nessuna replica dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che in una intervista telefonica di Maurizio Belpietro a 'La telefonata' su Canale 5 si è detto molto soddisfatto: "I certificati on line riguardano 18 milioni di lavoratori dipendenti pubblici e privati che non dovranno più inviare le due raccomandate nelle assenze per malattie", ha spiegato il ministro. "Sono 200 milioni di euro in meno di raccomandate, ed è questo il segno della modernizzazione del Paese".

E le sanzioni? "Nessuna sanzione ci sarà - e lo prevedono le norme - per quei medici che dimenticano di spedire un certificato o sbagliano indirizzo di posta elettronica o quando il sito si blocca", ha detto Brunetta. "Andrà a casa invece il medico che è contrario al sistema dei certificati on line, chi si rifiuta di farli. Si tratta - ha detto - di una fatichetta in più per i medici che, comunque, hanno collaborato all'innovazione".

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