I magistrati: "Gli attacchi ai pm sono contro la giustizia"

1' di lettura

Il monito dell'Anm in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il riferimento, inevitabile, è agli scontri con la maggioranza e con il premier Berlusconi, indagato per il caso Ruby. Il Guardasigilli Alfano: "L'impegno del governo non è mancato”

Guarda anche:
Caso Ruby, alta tensione tra governo e pm

"L'inaugurazione dell'anno giudiziario è la sede più appropriata per ribadire con forza che i magistrati continueranno a svolgere il compito loro affidato, senza lasciarsi intimidire e avendo come unico riferimento i principi di legalità e di eguaglianza sanciti dalla costituzione italiana". E' quanto scrive l'Anm, l'associazione nazionale magistrati , nel documento letto in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è ai recenti attacchi di cui le toghe si sentono vittime: tra questi, il messaggio del premier Berlusconi, indagato per l' affaire Ruby , in cui sollecita di " punire quei pm ".

"Sono contro la giustizia - afferma l'Anm - gli insulti, le offese, le campagne di denigrazione di singoli giudici, le minacce di punizione, gli annunci di 'riforme' dichiaratamente concepite come strumenti di ritorsione verso una magistratura ritenuta colpevole solo perché si ostina ad adempiere al proprio dovere di accertare la commissione dei reati e di applicare la legge imparzialmente e in maniera uguale nei confronti di tutti i cittadini". E nella stessa direzione vanno "le strumentalizzazioni delle inchieste e delle decisioni giudiziarie e l'assurda interpretazione come complotto politico della semplice applicazione delle regole, dell'attuazione del principio di obbligatorietà dell'azione penale e del fisiologico funzionamento degli istituti di garanzia propri dei moderni Stati costituzionali di diritto".

Cosi come "sono contro la giustizia gli attacchi alla Costituzione e ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura", "le iniziative legislative dirette esclusivamente a risolvere singole vicende giudiziarie e che hanno snaturato il processo penale" ed anche "i continui tagli alle risorse, la riduzione degli organici del personale amministrativo, la mancanza di investimenti e di progetti per la modernizzazione del sistema giudiziario, la mortificazione della dignità professionale dei magistrati". Nel mirino dell'Anm anche "l'inerzia e  l'assenza di iniziativa dei responsabili politici di fronte alle proposte concrete e costruttive avanzate dagli operatori del diritto per far fronte alla drammatica crisi di funzionamento della giustizia".

Nella giornata dedicata all’inaugurazione dell’anno giudiziario è intervenuto anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano . "Non è mancato l'impegno del governo in materia di giustizia",  ha detto il Guardasigilli davanti alla Corte d'Appello di Roma, sottolineando come l'azione si sia concretizzata "in numerose iniziative legislative, spesso approvate a larga maggioranza e talvolta all'unanimità, ed in una costante opera di amministrazione della macchina giudiziaria, fondata sul lavoro quotidiano al servizio della giurisdizione e nell'interesse dei cittadini". "Se ci si allontana dal piano della facile polemica - ha osservato - mi pare davvero difficile negare questo impegno se non fanno velo i sospetti, le reticenze e le resistenze all'innovazione ed il soverchiante ruolo dei media che, scelta la notizia che interessa, è in grado magicamente di far sparire dal contesto quella parte importante di impegno quotidiano".

Guarda l'inaugurazione alla Corte d'Appello di Roma e l'intervento di Alfano:


Leggi tutto