Caso Ruby, Massimo Ghini: "Da padre mi vengono i brividi"

Massimo Ghini è padre di quattro figli
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L'attore, 4 figli, commenta il cosiddetto "lodo Ruby" sulla maggiore età: "Bisognerebbe alzare il livello mentale, altro che abbassare il limite per diventare maggiorenni". E dice la sua su film di intrattenimento, sexygate e modelli culturali

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di Giulia Floris


"Alzare il livello mentale, altro che abbassare il limite di età per diventare maggiorenni". Così l’attore Massimo Ghini, 57 anni, interprete di fiction tv e di pellicole impegnate, così come di "cinepanettoni", padre di 4 figli (Lorenzo e Camilla, gemelli di 17 anni, Leonardo di 15 e Margherita di 11), interpellato da Sky.it, commenta la proposta di abbassare il limite della maggiore età circolato tra le file della maggioranza dopo lo scandalo che vede il presidente del Consiglio indagato per prostituzione minorile.

"I ragazzi di oggi – dice l’attore – vivono in un mondo più difficile, non hanno riferimenti  culturali come è stato per la mia generazione. Quando si passò dalla soglia dei 21 anni a 18 (nel 1975 ndr) la scelta aveva un senso: i ragazzi dell’epoca avevano una coscienza ideale e politica che oggi non esiste. Gli adolescenti di oggi sono più ignoranti, più superficiali e più immaturi di come eravamo noi". "Si tratta di un concorso di colpa – continua – legato alla società, ai messaggi che passano, a una scuola che funziona sempre peggio".

C'è però chi, come l'avvocato Pecorellla, argomenta che ormai le ragazze sono smaliziate e arrivano a certe esperienze prima.
Se parliamo delle esperienze che sono oggi agli onori delle cronache mi vengono i brividi. Come genitore mi spaventano le cose che sento, e vedo queste ragazze come vittime di un modello culturale sbagliato e di una violenza psicologica continua: non esiste pubblicità dove non ci sia "un pezzo di gnocca". Inorridisco quando vedo dei genitori complici di un sistema di non valori, di una concezione della vita così orrenda.

Anche il suo lavoro può averla portata a contatto con questo mondo o con una certa rappresentazione della donna, ne ha mai parlato coi suoi figli?
Io rivendico il mio percorso, non sono un moralista e faccio anche film di puro intrattenimento: ma un conto è far vedere una bella ragazza in un gioco dichiarato, che non penso sconvolga nessuno, e un conto è ciò che abbiamo letto in questo giorni. Se quello è il mondo dello spettacolo allora io da domani faccio film porno! Un conto sono gli artisti e un conto i mercenari, che esistono in tutti i mestieri. 

E il ruolo di genitore, in questo contesto, come lo vive?
Naturalmente anche noi genitori abbiamo le nostre responsabilità. Dovremmo avere il compito di lasciare ai nostri figli il migliore dei mondi possibili. Il controllo l’attenzione, il dialogo, sono fondamentali.

Ed è possibile comunicare con questi ragazzi?
Io mi sforzo per quanto è possibile di cercare sempre il dialogo, ho la fortuna di avere dei ragazzi con cui parlo di tutto, anche se naturalmente esiste anche la dimensione dello scontro, della contestazione, e anzi mi preoccuperei se non ci fosse. Il punto è che per quanto un genitore possa fare i suoi sforzi, vedere quello che c’è fuori a volte getta nello sconforto. 

E se uno dei suoi figli volesse seguire le sue orme?
In casa ne parliamo ed è possibile che qualcuno di loro seguirà le mie orme, ma non avranno da me nessun aiuto se questa scelta non nascerà da una vocazione vera.

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