Caso Ruby, così si difende il premier

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"Coca cola e karaoke". Alle feste ad Arcore si beveva moderatamente, "niente sesso, solo drink e cene". Ecco le carte della difesa di Silvio Berlusconi: 28 testimoni per smontare le accuse dei pm

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(in fondo al pezzo tutti i video sul caso Ruby)

Cene "normali", per lo più tra "amici, politici e imprenditori". Senza sesso, né spogliarelli. E con poco, pochissimo alcool. Soprattutto senza minorenni. E' il quadro delle feste di Arcore che emerge dai 'contro-interrogatori' depositati in Giunta delle Autorizzazioni della Camera dai legali del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini, sul caso Ruby.

I quotidiani in edicola mercoledì 26 gennaio dedicano ampio spazio alla controffensiva del premier. (LA RASSEGNA STAMPA). "Niente sesso, solo drink e cene" titola il Corriere della Sera, che pubblica a pagina 7 un lungo articolo sulle controindagini del premier. "La cosa più oscena che si faceva ad Arcore era cantare" avrebbe dichiarato l'agenti dei vip Lele Mora, sempre secondo il quotidiano di via Solferino.
Solo "Coca cola e karaoke" scrive la Stampa che rende noti brevi stralci delle indagini difensive che i parlamentari-avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno depositato alla Camera.

Questa dunque la fotografia dei party organizzati a Villa San Martino. I colloqui tra i legali e i protagonisti delle "cene conviviali" sono stati verbalizzati tra il 21 ottobre e il 3 novembre 2010, cioè subito prima e subito dopo che il caso scoppiasse su tutti i giornali. Nei 28 interrogatori della difesa sono stati sentiti, tra gli altri, Mariano Apicella, Lele Mora e molte giovani ospiti tra cui Nicole Minetti, il deputato Pdl Maria Rosaria Rossi (a Arcore "non si fumava nemmeno"), Marystelle Garcia Polanco, Ayda Jespica e Barbara Faggioli.

Ruby, ad Arcore a febbraio 2010. Ma Lele Mora smentisce -
Ai legali del premier la ragazza riferisce di aver conosciuto Berlusconi il giorno di S. Valentino dello scorso anno. "Lele Mora mi invitò a presenziare ad una cena presso l'abitazione di una persona che non mi fu indicata". Fu Emilio Fede, più tardi, a dirle che si trattava di Berlusconi. Ma secondo Mora, che la smentisce, lei era già stata ad Arcore nel 2009. "Ricordo bene" la giovane marocchina, "l'ho conosciuta la prima volta proprio ad Arcore in occasione di una cena dal presidente Berlusconi. Credo che ciò sia accaduto nel 2009" anche se "non sono in grado di ricordare il mese. Arrivò con due ragazze accompagnate da due ragazzi". Uno dei due giovani Alessio Traversi, però, smentisce a sua volta: "Non ricordo Ruby e ero in compagnia di un'altra ragazza".

Ruby, mai fatto sesso con il premier; gli dissi di essere la nipote di Mubarak - La giovane esclude di aver "mai fatto sesso con il premier" e di aver detto lei a Berlusconi di essere nipote del presidente Mubarak. Ma a Kalispera, una settimana fa, sempre Ruby aveva dichiarato di non aver mai fatto cenno al Cavaliere di una sua eventuale parentela con il leader egiziano. Quindi, Ruby-Karima, aggiunge di non aver mai saputo da altri che ci fosse la possibilità "di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti sessuali con Berlusconi".

Spinelli, le ho dato 8.500 euro - Il tesoriere del premier Giuseppe Spinelli, quello i cui uffici vorrebbero perquisire i Pm della Procura di Milano, dichiara ai legali di aver dato a Ruby 8.500 euro in tre tranche. Sugli uffici di Spinelli c'è però un giallo: i pm di Milano chiedono di poter perquisire gli appartamenti "siti in Segrate residenza Parco nn. 801 e 802". Nella memoria difensiva presentata il 25 gennaio dai legali del premier, invece, si dice che fanno parte della segreteria di Berlusconi, oltre a tutte le sue ville e ad un appartamento a Milano, anche l'ufficio situato "presso la residenza del Parco 20090 Milano 2 - Segrate".

Chi ha avvertito il premier di Ruby in Questura? - Michelle Conseicao ha detto, in più occasioni (e mai smentita), di aver chiamato lei il Cavaliere per avvertirlo del fermo di Ruby in Questura a Milano. Ora però, dalle carte della difesa, spunta un'altra verità: fu Miriam Loddo a telefonare a Berlusconi. "Fui contattata da Michelle - racconta quest'ultima - che mi chiese di informare" il premier. "E io riuscii a parlarci telefonicamente".

Minetti, mi dissero che potevano affidarla a me -
A Ghedini e Longo racconta che quella sera del 27 maggio in via Fatebenefratelli "mi dissero che trattandosi di minorenne avrebbero potuto rilasciarla a me come affidataria temporanea". Fu un "grande stupore", aggiunge, scoprire che Ruby fosse minorenne.

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