Ruby, per molti cattolici la reazione della Chiesa è debole

Ruby e Silvio Berlusconi
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Sul sito di Famiglia Cristiana oltre il 90% dei lettori giudica non adeguata la risposta dei vertici ecclesiastici al caso Escort. E Avvenire scrive: "La classe dirigente italiana deve trovare la forza morale"

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Il caso Ruby sta provocando un disagio nel mondo cattolico italiano? All'indomani dell'intervento del cardinal Bagnasco Famiglia Cristiana pubblica sul proprio sito  chiede ai propri lettori di giudicare la reazione del mondo cattolico sul caso che sta investendo Silvio Berlusconi e le sue feste nella villa di Arcore. Oltre il 90% dei votanti (su quasi 2000 voti) giudica la posizione della Chiesa troppo debole. Certo, i lettori di Famiglia Cristiana non sono mai stati teneri con il Presidente del Consiglio. Sempre sul sito web del settimanale dei paolini, una settimana fa veniva chiesto di schierarsi tra la Corte Costituzionale e il Cavaliere, e ben il 94% dei lettori ha optato per i giudici, ma in un quesito dello scorso autunno, prima che scoppiasse il caso Ruby, chiamati a scegliere tra Berlusconi e la trasmissione Report, i navigatori del settimanale cattolico avevano preferito il premier.

Insomma, nelle ultime settimane dalla rete spuntano spesso sorprese amare per il Presidente del Consiglio. Recentemente il quotidiano Libero aveva chiesto ai propri lettori se il premier dovesse dimettersi o meno e, con una certa sorpresa, i lettori del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro avevano optato per le dimissioni. Sempre sul sito di Famiglia Cristiana invece, i commenti dei lettori si erano dimostrati molto critici verso il Cavaliere.

E l’intervento del Cardinal Bagnasco viene ripreso anche da Avvenire. Il direttore Marco Tarquini in un editoriale sottolinea i punti cardinali della prolusione del presidente della Cei, osservando come quello di Bagnasco è stato un "un giudizio esplicito, espresso con la stessa sobrietà che si invoca come regola ritrovata e condivisa". "La classe dirigente italiana deve trovare la forza morale, le politiche e i percorsi di consenso e di scelta per 'ringiovanire' se stessa – continua Tarquini nel suo editoriale, ricordando come  "c'è da dimostrare che in politica si sale e non si scende, e che un uomo pubblico deve essere rispettato nella propria sfera privata, ma deve anche poter vivere in una casa di cristallo".


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