Ruby: "Dissi io a Berlusconi di essere la nipote di Mubarak"

1' di lettura

Nella memoria difensiva dei legali del presidente del Consiglio la versione della 18enne marocchina sul primo incontro col premier: "Raccontai di avere 23 anni". Il contabile Spinelli: "Alla ragazza 8mila euro". Sentiti anche Mora, Apicella e Aida Yespica

Berlusconi e le donne: L'ALBUM FOTOGRAFICO

Guarda anche:
La procura di Milano indaga su Berlusconi
Berlusconi: "Non fuggo e non mi dimetto"
Intervista a Ruby: "Mai fatto sesso con Berlusconi"

(in fondo al pezzo tutti i video sul caso Ruby)

Il cantautore napoletano Mariano Apicella, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché, il deputato del Pdl Maria Rosaria Rossi,  l'europarlamentare Licia Ronzulli. E ancora: Carlo Rossella, Barbara Faggioli e Ayda Yespica. E' lungo l'elenco dei potenziali testimoni nella vicenda Ruby ascoltati dai legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo. Le loro 'testimonianze' sono state trasmesse dai legali del Cavaliere alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera che dovrà decidere sulla richiesta di perquisizione degli uffici di Giuseppe Spinelli. L'elenco comprende anche Lele Mora, ma non Emilio Fede.

"La versione di Ruby" - Tra le testimonianze raccolte dalla difesa c'è anche la versione di Ruby."Quando ho conosciuto l'onorevole Berlusconi - racconta la giovane marocchina - gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 23 anni, di essere di nazionalità egiziana (e non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana e nipote del presidente Mubarak, che pure non avrebbe avuto buoni rapporti con mia madre"."Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo".

"Nessuno - né l'onorevole Berlusconi né altre persone - dice la giovane marocchina - mi ha mai prospettato o anche solo suggerito la possibilità di ottenere denaro o altre utilità  in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l'onorevole Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che invece ho ricevuto da lui, come forma di aiuto vista la mia particolare situazione di difficoltà, alcune somme di denaro nonché qualche regalo".

Aspetto peraltro confermato dal contabile del premier Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli. Il commercialista ha detto agli avvocati di aver dato a Ruby varie somme di denaro per un ammontare di almeno 8mila 500 euro. Spinelli racconta di avere dato alla giovane marocchina la prima volta 3mila euro a fronte di una richiesta di 5mila per "impellenti  necessità economiche". La settimana successiva Ruby si ripresenta e  lui autorizza ulteriori 2mila euro. Un mese dopo, la ragazza torna a batter cassa e Spinelli le dà "circa 3.500 euro".

Dalle dichiarazioni di Ruby emerge poi una contraddizione con quanto riferito da Lele Mora. La ragazza racconta infatti di essere stata per la prima volta a d Arcore il 14 febbraio 2010, mentre l'agente dei vip sostiene di aver conosciuto la giovane marocchina nella abitazione del premier nel 2009.

"Cene normali, niente di strano" - Sono diverse le testimonianze raccolte dai legali del premier in cui si afferma che ad Arcore non accadeva nulla di trasgressivo. Aida Yespica ha raccontato di essere stata a casa del premier "una sola vola. Nel 2010, tra febbraio-marzo". "C'erano almeno 10-15 persone tra le quali Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti ed altre ragazze di cui non conosco il nome e cognome" ha detto, e alla domanda su quale fosse l'atteggiamento del presidente Berlusconi nei confronti delle partecipanti femminili durante questo incontro e nel dopocena, Yespica ha risposto: "Una persona gentilissima, per me una figura paterna".

Anche Mariano Apicella parla di "cene normalissime" e afferma di di non aver "mai" visto né spogliarelli "parziali o integrali" né "scene di attività etero o omosessuale".
Tra i testimoni anche il caposcorta del premier, che sottolinea di non aver mai veduto atteggiamenti che andassero oltre "cordialità e correttezza".


Giunta per le autorizzazioni a procedere verso il no
-  Intanto Antonio Leone del Pdl, relatore del parere della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, a cui nei giorni scorsi è arrivata la richiesta dei magistrati milanesi, ha fatto sapere che la sua "indicazione è di negare l'autorizzazione alla perquisizione" in alcuni uffici del premier Silvio Berlusconi.

"L'inchiesta è ad un passo dalla richiesta di giudizio immediato, per il quale l'accusa deve già avere in mano il complesso degli elementi di prova ritenuti a suo favore. Pertanto chiedere in questa fase l'autorizzazione a un atto ulteriore, la perquisizione, appare molto pretestuoso", ha aggiunto Leone.

Leggi tutto