Mike Bongiorno, quando la salma diventa arma di ricatto

Nella foto il cimitero di Dagnente, piccola frazione di Arona (Novara), da cui è stata trafugata la salma di Mike Bongiorno
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Da Charlie Chaplin all’ex dominus di Mediobanca Enrico Cuccia, fino al figlio dell’ex calciatore Salvatore Bagni: sono tanti i casi di trafugamento di bare di persone note. Tutti a scopo di estorsione

La bara rubata dal cimitero di Arona. LE FOTO
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Dal caso di Enrico Cuccia a quello di Serafino Ferruzzi, dal figlio del calciatore Salvatore Bagni fino addirittura alle spoglie di Charlie Chaplin, la storia recente ha già conosciuto il trafugamento di salme di persone note, come accaduto ad Arona per Mike Bongiorno. In tutti gli episodi la finalità è stata sempre quella estorsiva.

Curiosa e chissà se casuale la ricomparsa del lago Maggiore come teatro del reato. Il 17 marzo del 2001, infatti, era stata la cittadina di Meina, sempre affacciata sul Verbano, ad essere portata alla ribalta per il trafugamento dei resti dell'ex "dominus" indiscusso di Mediobanca Enrico Cuccia, lì sepolto accanto alla moglie. Dopo una lettera in cui i rapitori non chiedevano riscatto assicurando che avrebbero restituito la salma quando l'indice Mib avesse raggiunto quota 50.000, il riscatto venne invece chiesto, di sette miliardi e mezzo di lire. Ma il 31 marzo successivo la bara di Enrico Cuccia venne ritrovata dalla polizia in una baita sopra Condove (in Val di Susa). Il 3 dicembre Giampaolo Pesce, 40 anni, e Franco Bruno Rapelli, 43, torinesi, gli autori del furto, due "dilettanti" secondo gli investigatori, vennero condannati a meno di due anni di carcere, e quindi ottennero la sospensione condizionale della pena.

Dall'alta ingegneria della finanza a uno dei vecchi capitani dell'industria italiana, Serafino Ferruzzi, suocero dell'ex presidente della Montedison Raul Gardini, che aveva sposato la figlia Idina. La salma del fondatore del gruppo "Ferruzzi agricola finanziaria", morto l'11 dicembre 1979 cadendo con il suo aereo nei pressi di Forlì, venne trafugata il 31 ottobre 1987 dalla tomba di famiglia a Ravenna. Con una lettera i rapitori chiesero 10 miliardi di lire, i Ferruzzi rifiutarono di "sottostare a un ricatto così odioso" e anche una seconda richiesta del gennaio 1998 venne rifiutata. La salma non è mai stata ritrovata.

Davvero triste la vicenda di Raffaele, il figlio dell'ex calciatore della nazionale Salvatore Bagni. Il piccolo era morto a tre anni il 4 ottobre 1992 in un incidente stradale mentre si trovava in automobile con i genitori nei pressi di Gatteo Mare (Forlì-Cesena). Il 3 novembre la bara fu trafugata dal cimitero di Cesenatico. Nei giorni successivi i genitori ricevettero la richiesta di 300 milioni di riscatto ma la notizia si apprese solo il 17 marzo 1993. Nonostante la disponibilità della famiglia al pagamento del riscatto, la salma non venne mai restituita. Un altro uomo di calcio, Antonio Matarrese, ex presidente della Federcalcio e della Lega, subì invece il 23 febbraio 1977 il trafugamento della salma del padre Salvatore. Inutile il messaggio dei malviventi, firmato Nap, con la richiesta di un miliardo di lire, perché la salma venne ritrovata tre giorni dopo nello stesso cimitero in un loculo vuoto.

Il caso più clamoroso di trafugamento di salma con richiesta di riscatto è avvenuto tuttavia all'estero, il 2 marzo 1978, con il furto dal cimitero di Corsier sur Vevey, in Svizzera, della bara contenente le spoglie di Charlie Chaplin. Autori due rifugiati politici, un polacco e un bulgaro, che chiesero 600.000 dollari. La bara venne poi ritrovata il 17 maggio successivo vicino al villaggio di Neuville, in Francia. E' rimasta infine avvolta nel mistero la vicenda dell'ex presidente argentino Juan Domingo Peron. Il giugno 1987, nel cimitero di Chacarita a Buenos Aires, fu profanata la sua tomba e alcuni ignoti amputarono e rubarono le mani, chiedendo un riscatto di otto milioni di dollari. Il caso, archiviato nel 1991 dal giudice Carlos Allende, fu riaperto dal giudice Alberto Banos, nel 1994, dopo l'inatteso ritrovamento delle chiavi della cripta, nella quale è custodito il corpo, in un commissariato di Buenos Aires. Mistero nel mistero, l'11 luglio 2008 Banos denunciò che il fascicolo dell'inchiesta era stato sottratto, a casa sua, da quello che definì "un gruppo di intelligence".

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