Caso Ruby: difesa al contrattacco. Pm risentono Nadia Macrì

Niccolò Ghedini
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Decine di interviste ai partecipanti alle cene del premier sono state realizzate dai legali Ghedini e Longo. La escort emiliana cambia versione sulle date della sua presenza ad Arcore. Bruti Liberati: "Attenta verifica sulle sue dichiarazioni"

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Sono arrivati in procura a Milano gli esiti delle indagini difensive prodotto dagli avvocati di Silvio Berlusconi, nell'ambito dell'inchiesta su concussione e prostituzione minorile. Si tratterebbe di diverse decine di pagine, tra cui una ventina di testimonianze raccolte da Niccolò Ghedini e Pietro Longo. Questo materiale si va ad aggiungere alla nota consegnata dai due legali pochi giorni fa, in cui si annunciava l'intenzione del premier di non presentarsi in tribunale. Tra il materiale raccolto dai legali del premier ci sarebbero i racconti delle serate a casa del premier fatti da diversi ospiti che vi avrebbero preso parte.

I pm milanesi intanto hanno deciso di risentire Nadia Macrì, la escort che afferma di essere stata pagata da Silvio Berlusconi. La donna è stata ascoltata, per circa due ore, per confermare quanto affermato nei giorni scorsi e spiegare alcune imprecisioni della sua precedente deposizione. La Macrì dovrebbe inoltre aver portato ai pm una borsa che sostiene essere un regalo dal premier e i documenti che certificano la sua separazione dall'ex marito nel 2007. L'uomo, infatti, ha sostenuto nei giorni scorsi di essere stato lui a regalare alla Macrì i presunti gioielli del premier.

"Nadia Macrì è stata sentita due volte a lungo e stiamo sottoponendo ad attenta verifica tutte le sue dichiarazioni" ha detto il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, dopo l'interrogatorio. A chi gli domandava se i reati ipotizzati a carico di Silvio Berlusconi siano rimasti gli stessi, ha risposto: "lo vedremo quando faremo la richiesta di giudizio".

In particolare, i punti più controversi della prima testimonianza di Nadia Macrì riguarderebbero la sua presenza ad Arcore insieme a Ruby. Secondo quanto riferisce l'Ansa, l'ex cubista di Reggio Emilia, dall'analisi delle celle telefoniche, sarebbe stata a Villa San Martino non nella notte tra il 24 ed il 25 aprile come aveva affermato, ma attorno alla metà di maggio. Nadia Macrì non avrebbe dunque incontrato ad Arcore Ruby, la cui presenza in villa, sempre dalle analisi tecniche, risulta nel week end del 25 aprile e nel ponte del primo maggio.

E in un'intervista a Reggionline.com la Macrì ha poi precisato di non aver visto ad Arcore Ruby ma un'altra ragazza marocchina che "faceva la danza del ventre". "I pm - spiega Macrì - però hanno riconosciuto che ero ai festini ad Arcore e a Villa Certosa, ma non ero lì nella sera tra il 24 e il 25 aprile, quando c'era Ruby. Non mi chiameranno a testimoniare".

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