Caso Ruby, ora spuntano le lettere (e i gioielli)

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I parlamentari Pdl scrivono all'elettorato cattolico: "Aspettate prima di giudicare". E Il Giornale intervista l’ex marito della escort Macrì, sentita in Procura: “Il bracciale che sostiene di aver avuto da Silvio l’ho comprato io”. RASSEGNA STAMPA

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L'indagine che vede coinvolto Silvio Berlusconi con l'accusa di concussione e prostituzione minorile continua. E continuano soprattutto a destare preoccupazione nel centrodestra le ricadute, non solo politiche, dell'affaire.
Dopo l'invito all'austerità di Giorgio Napolitano e il richiamo del Vaticano ("serve più moralità"), i quotidiani si concentrano proprie sulle conseguenze che il caso Ruby può avere sull'elettorato dei credenti.
Gran parte dei quotidiani di sabato 22 gennaio pubblicano la lettera dei parlamentari cattolici del Pdl, resa nota il 21 gennaio, nella quale chiedono a tutti "di aspettare, di sospendere il giudizio, di non farsi trascinare nella facile trappola del processo mediatico e sommario al Presidente del Consiglio".
Una lettera che arriva nello stesso giorno in cui Benedetto XVI invoca i principi morali, mentre Famiglia Cristiana scrive di un'indecente rappresentazione di "tre generazioni".

Va invece al contrattacco Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, che, dopo l'intervista di Annozero di giovedì 20 gennaio, pubblica una conversazione con l'ex marito di Nadia Macrì, la escort ascoltata in procura che sostiene di aver partecipato ad alcune feste del premier "a sfondo sessuale" insieme a Ruby. Uno dei bracciali mostrati in tv e additati come regali di Berlusconi - sostiene l'uomo - l'ho comprato in realtà io.

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