Lombardia, i giovani del Pdl: "Via la Minetti dalla Regione"

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La petizione di Sara Giudice, consigliera di zona a Milano, ha già raccolto 1500 firme. "Vogliamo rinnovare l'immagine del partito, perché fare gavetta non vuol dire partecipare alle feste ad Arcore o fare la maitresse in via Olgettina". L'INTERVISTA

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di Pamela Foti

“Abbiamo bisogno di altri politici. Via Nicole Minetti dalla Regione Lombardia”. Non usa mezzi termini la militante del Pdl Sara Giudice. Eletta nel 2008 nel Consiglio di zona 6 a Milano, la 24enne del Popolo della Libertà ha iniziato una raccolta firme per chiedere le dimissioni dell'ex igienista dentale ora indagata dai pm di Milano nel caso Ruby con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. E non è la prima volta che guida la rivolta della base del partito. Già nel febbraio scorso, infatti, aveva duramente attaccato la scelta della coalizione di candidare in Regione Nicole Minetti.

Perché ha scelto di raccogliere firme contro la consigliera regionale del Pdl?
Io non ce l'ho con la ragazza, ma lei è esattamente ciò che noi giovani donne non vogliamo essere. Non mi accanisco contro di lei, ma contro quello che rappresenta.

Cosa intende dire?
Dà un messaggio sbagliato, ovvero che per affermarsi sia sufficiente prostituirsi. Questo è ciò che arriva. Nicole Minetti non si è mai occupata di politica, non ha mai militato nel partito e ricopre questa carica istituzionale non grazie a meriti personali. Già qualche mese fa, infatti, anticipando questa bufera, mi ero espressa contro la sua candidatura nel listino bloccato.

Perché ce l'ha tanto con Nicole Minetti?
Non c'è nulla di personale. Ma, alla luce dell'ultimo caso che la vede coinvolta, è ormai fuori discussione che la sua elezione è stata una forzatura, non certo motivata da particolari meriti. Insomma, non è stata una scelta dal basso, ma un'imposizione. E solitamente si bloccano i listini per candidare grandi professionisti che si sono distinti per iniziative personali svolte nell'interesse comune. E non è questo il caso.

In una recente intervista, però, la consigliera della Regione Lombardia ha rivendicato di aver fatto la gavetta.
Gavetta? Mi dica lei se gavetta significa partecipare a Colorado Cafè, ai festini ad Arcore oppure fare la maitresse in via Olgettina. E non sono l'unica a pensarla così nel partito. Siamo in tanti ad essere scontenti delle scelte che sono state fatte. Io personalmente sono imbarazzata e non so cosa rispondere a chi mi chiede spiegazioni.

Ma la candidatura di Nicole Minetti è stata voluta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Non mi interessa in questo momento trovare un colpevole né puntare il dito contro nessuno. Dico solo che questa storia mortifica i giovani e il loro impegno. Al di là dei 12 mila euro che guadagna la consigliera, la questione è che al mondo ci sono tante persone meritevoli che hanno una laurea, un master e magari parlano tre lingue straniere ma che si ritrovano a fare stage e percepire, quando va bene, 600 euro al mese. Questa è la vera gavetta, non i percorsi poco limpidi e puliti.

Qual è l'obiettivo della sua iniziativa?
Si tratta di uno scatto di dignità. Abbiamo bisogno di rinnovo e cambiamento perché le donne non possono passare per quello che non sono. Per questo ho deciso di iniziare una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti (qui lo spazio su Facebook). L'idea è partita da me ma è stata subito condivisa da altri consiglieri di zona come Antonio Salineri e Benjamin Khafi. E insieme a noi ci sono almeno 1500 persone, che ad oggi hanno apposto la loro firma alla nostra petizione.

Sara Giudice milita in politica da cinque anni, prima in Forza Italia e poi nel Pdl. Una scelta che conferma anche oggi, anche se con qualche remora.

"Per il futuro vedremo. Resterò nel partito fino a che ci sarà compatibilità di metodi e obiettivi". Del resto, aggiunge, "come per ogni matrimonio, esiste il divorzio".

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