Ruby, sui giornali le telefonate. Tra scandalo e imbarazzo

Ruby e Berlusconi
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Bufera dopo le indiscrezioni sulle intercettazioni captate dai pm. Nicole Minetti si difende: “Non sono la custode dell’harem”. Il Giornale attacca: "Porno spioni di Stato", mentre per Avvenire è una “storia che ferisce e sconvolge”. RASSEGNA STAMPA

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Lo scandalo si allarga di ora in ora. Le prime indiscrezioni sulle conversazioni intercettate dai pm e inserite nel fascicolo giunto alla Camera in attesa che i parlamentari si esprimano sull’autorizzazione a procedere hanno sollevato un nuovo polverone. E i quotidiani in edicola dedicano fiumi d’inchiostro alla vicenda (qui in alto il video con la rassegna stampa). A tener banco sono soprattutto le telefonate di Ruby, in cui la giovane marocchina ha detto ai suoi interlocutori che avrebbe chiesto “5 milioni a Silvio (Berlusconi, ndr) per stare zitta”. Secondo il Messaggero è la “pistola fumante”, la prova delle prove che permette agli avversari del premier di poter esultare.

Sul quotidiano La Repubblica emergono altre conversazioni intercettate ma anche una deposizione raccolta dai pm di Milano e inserita negli atti delle indagini. Parla una delle ragazze invitate a una festa di Arcore e ai magistrati avrebbe assicurato di “aver subìto cose che non volevo”. Sul giornale diretto da Ezio Mauro c’è anche una telefonata del consigliere regionale Nicole Minetti in cui consiglia a un’amica come comportarsi durante una di queste feste. Sulla Stampa invece compare un’intervista alla stessa Minetti, che  smentisce di essere “la custode dell’harem” e assicura: “Davanti a me non è successo mai nulla”.

Il Corriere ricostruisce il retroscena di una telefonata del premier al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Berlusconi si sarebbe sfogato con il presidente della Repubblica: “Cercano di eliminarmi con la violenza”, avrebbe detto. Il Colle però smentisce qualsiasi colloquio.
Intanto, mentre sul Fatto Quotidiano si ipotizza come andrà a finire questa nuova vicenda giudiziaria del premier (“Stavolta sarà più difficile per lui scappare, alla sbarra al più tardi a fine marzo”), il Giornale, quotidiano diretto da Alessandro Sallusti e vicino alla famiglia Berlusconi, si chiede se le telefonate intercettate possano costruire davvero una prova e parla di “porno spioni di Stato”.

Marcello Sorgi, editorialista della Stampa, descrive la giornata di ieri (in cui sono fuoriusciti gli imbarazzanti retroscena delle feste ad Arcore) come “una delle giornate più drammatiche non solo dell’epoca berlusconiana, ma della recente storia italiana”.

Anche il quotidiano della Cei Avvenire dedica un duro editoriale alla vicenda, a firma del direttore Marco Tarquinio. "Anche solo l'idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di  prostituzione e, peggio ancora, di prostituzione minorile ferisce e sconvolge" scrive Tarquinio.
Avvenire
torna poi a chiedere "sobrietà" per quanti svolgono un ruolo pubblico e si augura "un'uscita rapida da questo irrespirabile polverone". "E ognuno - conclude il giornale dei vescovi - deve fare per intero la propria parte perchè questo avvenga con tutta l'indispensabile pulizia agli occhi dell'Italia e del mondo".


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