Ruby: "Ho temuto di fare la fine di Brenda"

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La giovane marocchina, al centro dell'inchiesta che vede indagato il Presidente del Consiglio per concussione e prostituzione minorile, si confida con Vanity Fair. E a Repubblica dice: "Berlusconi soffre di solitudine"

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"Ho avuto paura di essere fatta fuori. Ho avuto paura di fare la fine della transessuale di Roma". Ruby, la ragazza marocchina al centro dell'inchiesta che vede indagato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, si confida con Vanity Fair e racconta di avere temuto, lo scorso autunno, dopo lo scoppio dello scandalo, di finire come Brenda, la transessuale testimone chiave della vicenda di sesso e droga che costrinse alle dimissioni, nel 2009, il governatore del Lazio Piero Marrazzo, e poi misteriosamente morta in un incendio che molti non hanno mai considerato accidentale.

L'intervista, in edicola da mercoledì 19 gennaio, è anticipata sul sito del settimanale, intanto dichiarazioni di Ruby compaiono anche sulla Repubblica in un'intervista a firma di Paolo Berizzi, della quale sul sito è pubblicato anche un estratto video.  
Qui Ruby racconta: "Credo che Berlusconi soffra di solitudine, per come l'ho conosciuto io Berlusconi non è tanto felice". "All'aspetto può sembrare felice - dice la ragazza - perchè ha tutti quei soldi, la carriera, un uomo che tutto ciò che tocca diventa oro e tutto quel che mette mano funziona. Ma credo che soffra di solitudine, ha sì i figli ma non ha saputo gestire la sua situazione familiare".

La ragazza, che ha compiuto 18 anni lo scorso 11 novembre, dà poi la sua versione circa il reato di prostituzione minorile: "Ma quale prostituzione - dice - Silvio mi ha dato 7mila euro solo perchè gli ho chiesto un aiuto per trovare lavoro . Il resto sono balle. Credo di essere una delle poche che non è mai stata con il presidente".
E sulla telefonata in questura ora oggetto della accusa di concussione: "Ah, Silvio mi ha fatto un piacere della Madonna. Mi ha aiutata moltissimo, gli sarò grata a vita".

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