Nucleare, lo spot della discordia. Sul web è già referendum

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La Corte Costituzionale ha dato l'ok alla consultazione. Su Facebook e in rete da giorni è polemica per una pubblicità che, dichiara a Sky.it il direttore di Greenpeace Italia, "è ingannevole". VIDEO

di Pamela Foti

Una partita a scacchi. Pedine bianche e nere che conquistano terreno e perdono posizione, proprio come domande che affollano la mente e si annullano l'un l'altra in cerca di una risposta. Nucleare sì o nucleare no? Ecco che la questione torna alla ribalta in vista del referendum sul quale saremo chiamati ad esprimerci. Una riflessione che già da qualche tempo ha fatto ingresso nelle case degli italiani attraverso un discusso spot pubblicitario.
"Ci sono dubbi sulle centrali" sostiene chi muove l'alfiere nero. "Ma non ce ne sono sulla sicurezza" controbatte chi sposta il cavallo bianco.
Ma è proprio così? La partita è aperta. E la polemica pure.
Ma procediamo con ordine.

Mercoledì 12 gennaio segna la riapertura ufficiale dell'annoso tema del nucleare in Italia. La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum che, insieme ad altri tre quesiti (uno sul legittimo impedimento e due sull’acqua), porterà gli italiani alle urne una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimo.
A qualche ora di distanza dalla sentenza della Corte arriva un’altra notizia strettamente correlata alla questione delle centrali in Italia; l’Idv ha infatti presentato ad Agcom (Autorità Garante nelle Comunicazioni) una diffida contro video favorevoli al nucleare per “bloccare tutti gli spot a favore dell'energia nucleare. In questi giorni, infatti, il forum pro nucleare sta occupando le reti Rai, le tv private, intere pagine dei quotidiani e dei siti internet con pubblicità ingannevole".

Lo spot, chiamato in causa da Di Pietro, la cui campagna di comunicazione però è già terminata, è quello che mostra due uomini intenti a giocare una partita a scacchi mentre elencano i pro e i contro della rinascita del nucleare in Italia. Solo alla fine del breve filmato lo spettatore scopre che i due protagonisti sono in realtà una persona sola che tra sé e sé si interroga sulla questione.
La pubblicità porta la firma di forumnucleare.it, sito dell'associazione Forum Nucleare italiano presieduta da Chicco Testa, che prima di convertirsi al nucleare ricoprì il ruolo di Presidente Nazionale di Legambiente e guidò la mobilitazione ambientalista contro Chernobyl.



Questo dunque il video di 45 secondi al centro di un acceso dibattito che ferve sul web. Tra blog, associazioni e forum, sono tante le voci che bocciano questa pubblicità come “ingannevole”.
“In questo spot, evidentemente studiato in modo da far credere che il messaggio sia perfettamente bipartisan ed equilibrato - si legge sul testo della petizione che da giorni viene rilanciata dagli utenti Facebook che ne chiedono la sospensione - ogni proposizione dubitativa nei confronti dell'adozione delle centrali nucleari è immediatamente seguita da un'affermazione "pro-nucleare" che la smentisce, inducendo quindi la falsa convinzione che tali obiezioni siano oggettivamente infondate”.

Forum Nucleare, però, a Sky.it precisa: "Siamo "un’associazione non profit che opera in modo del tutto trasparente per garantire che la discussione si svolga in modo non ideologico allo scopo di sviluppare la cultura scientifica dei cittadini". E aggiunge: "Forum Nucleare italiano non è, e non vuole essere, un’organizzazione al di sopra delle parti. Non si finge neutrale. Al contrario, esprime in modo chiaro nel suo Statuto la convinzione che quella nucleare sia una scelta necessaria per il Paese". Proprio per questo "diamo ampio spazio ad ogni intervento, e quindi anche a quelli contrari all’interno del blog che si trova nel nostro sito Internet www.forunucleare.it. Dall’inizio della campagna abbiamo letto e pubblicato oltre 15mila commenti senza nessun tipo di censura ma eliminando esclusivamente i messaggi che contenevano un linguaggio non adatto, con insulti o minacce".

Risposte, queste, che Greenpeace Italia non ritiene sufficienti. “Si tratta di una campagna mistificatrice – ci dice il direttore dell'associazione ambientalista Giuseppe Onufrio - Il video, infatti, si spaccia per un servizio di informazione che presenta opinioni favorevoli e contrarie e che mantiene un tono equidistante da entrambe le posizioni. Invece, si tratta di una vera e propria opera di disinformazione”.
Sono almeno tre, infatti, le “bufale” sostenute dallo spot secondo l’analisi dell’associazione ambientalista. Non è vero, infatti, che la questione delle scorie nucleari è un aspetto gestibile in sicurezza, inoltre, non si può affermare ora che tra 50 anni le energie rinnovabili saranno esaurite. Anzi, è molto più probabile che tra mezzo secolo "l’uranio estraibile a costi calcolabili sarà agli sgoccioli”. E’ per questo motivo, dunque, che secondo Greenpeace l’Italia dovrebbe volgere lo sguardo verso energie alternative. Investire, ad esempio nell’eolico che in Spagna, nel solo 2010 ha coperto il 16% dell’energia su base annua con un massimo del 43% come record in un solo giorno.

Un altro dubbio sollevato dall'opinione pubblica riguarda anche i costi dello spot. Chi sostiene le spese del filmato?  
Le norme in vigore per il nucleare prevedono, infatti, fondi pubblici per "campagne informative" e il timore di alcune associazioni è che anche il video realizzato dall'associazione di Chicco Testa possa usufruire del rimborso governativo.
Ma a togliere ogni dubbio ci pensa il Forum Nucleare italiano, che ci spiega che "la campagna ha avuto un investimento complessivo di 6 milioni di euro, totalmente finanziati dai soci fondatori e ordinari del Forum (sono esclusi i soci onorari, quali Università, che partecipano a titolo gratuito)". In tutto 25 soci ordinari dell'associazione, realtà appartenenti al mondo delle imprese, delle associazioni di categoria, dei sindacati e delle Università, il cui scopo è dare "un contributo significativo al rinnovato dibattito sull’opzione tecnologica nucleare nel nostro Paese".
I senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta hanno però chiesto di chiarire la questione attraverso un'interrogazione parlamentare.


Ma il dibattito nato dallo spot in onda sulle tv italiane si è spinto anche oltre. C’è infatti chi ha tentato un’analisi semiotica dello spot, come questo blog, che fa notare che “la parte antinucleare gioca con pezzi neri, mentre colui che sostiene il nucleare muove pezzi bianchi”. E aggiunge: “Elementare l’associazione simbolica. Il messaggio percepito a livello emotivo è: il nucleare è buono, l’antinucleare cattivo”.
Si punta inoltre il dito contro il tono usato per affermare posizioni pro e contro. La voce a favore della costruzione delle centrali risulta, secondo alcuni, suadente e persuasiva, quella contro, invece, nasale e spigolosa.
A proposito di naso, c’è anche chi sostiene che nel fermo immagine alla fine dello spot i due uomini, pur essendo la stessa persona, appaiano diversi: quello a sinistra (pro) è più bello di quello a destra (contro) che ha il naso con la gobba più pronunciata. 

Lombroso a parte, basta fare leggere modifiche al testo e al tono del doppiaggio, ed ecco che lo stesso spot può assumere una connotazione completamente diversa come dimostra il video qui sotto.

Insomma, "tu sei a favore o contro l'energia nucleare? O non hai ancora una posizione?".
In ogni caso, c’è tempo fino alla prossima primavera.

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