Le toghe: se si taglia sui pc, tribunali a rischio chiusura

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L’Anm e Magistratura democratica scendono sul piede di guerra dopo l’interruzione dei contratti di assistenza informatica per mancanza di fondi: "Senza un provvedimento immediato torniamo indietro di vent'anni"

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Dopo gli allarmi del presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, e di quello dell’Ordine degli avvocati milanesi, Paolo Giuggoli, anche Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe italiane, e l'Anm, l'associazione nazionale magistrati, scendono sul piede di guerra. Sotto accusa l'interruzione del servizio di assistenza informatica agli uffici giudiziari, disposta dal ministero della Giustizia per mancanza di fondi. "Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose" – dice il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, che denuncia: "La politica del Governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati".

Al coro di proteste si è aggiunta anche l'Anm. "Una paralisi complessiva del sistema", con la "chiusura dei tribunali", e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. E' quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l'Associazione nazionale magistrati annuncia una "protesta forte e decisa" e parla di "colpo finale" del governo a una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento". "L'assistenza informatica consente il funzionamento della macchina giudiziaria: se si ferma il rischio serio - dice il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini- è la paralisi degli uffici giudiziari e del sistema". Il che significa "la chiusura dei tribunali" e dunque innanzitutto "il blocco dell'attività processuale", ma non solo: diventerà impossibile il rilascio di certificati e di copia degli atti dei procedimenti, con conseguenze pesantissime sul sistema socio-economico". "I tribunali chiuderanno e se si blocca un ufficio essenziale per la vita del Paese le imprese non potranno più partecipare a una gara di appalto, perché non avranno la certificazione necessaria, e nemmeno iscrivere una causa a ruolo", spiega Cascini. E lo stesso problema si porrà' per chi intende prender parte a un concorso pubblico.

"Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica, - aggiunge invece il leader di Magistratura democratica - torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese". Alla luce di tutto questo Md chiede l'apertura di "un tavolo di consultazione tra magistratura e Governo".

Una improvvisa mancanza di ausilio che, se non si trovasse una soluzione, porterebbe a grandi disagi in un sistema che presenta già notevoli difficoltà. I dati contenuti nella relazione 2009-2010 sull'attività del tribunale milanese, inoltre, parlano - per quanto riguarda le notifiche on line - di un risparmio di 12mila ore di lavoro per le cancellerie, mentre il tempo di attesa per la singola comunicazione è passato da una stima che andava da "una a tre settimane", per la modalità cartacea, a pochi minuti. E ancora i decreti ingiuntivi telematici hanno comportato un risparmio per i cittadini che oscilla dagli 8 a 18 milioni di euro.

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