Caso Battisti, è il giorno della protesta in piazza

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Sit in e manifestazioni davanti ai consolati del Brasile in alcune città italiane dopo il no dell'ex presidente Lula all'estradizione dell'ex terrorista. Berlusconi incontra Alberto Torregiano, figlio del gioielliere ucciso dall'ex militante dei Pac

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Resta alta la tensione Italia-Brasile e continuano le dichiarazioni al vetriolo contro Brasilia mentre si preparano sit-in e manifestazioni di protesta bipartisan per il no dell'ex presidente Lula all'estradizione di Cesare Battisti in Italia.

Mobilitazioni sono previste davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. A Roma, davanti all'ambasciata di Brasilia a Piazza Navona saranno in molti. Il segretario generale Lorenzo Cesa guiderà la delegazione dell'Udc, ma ci saranno anche esponenti del Pd, Da Enrico Gasbarra a Paolo Gentiloni. A Milano, presidio organizzato dal Pdl, che ha risposto all'appello lanciato da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso da Battisti, e dalla Lega. E proprio a Milano Silvio Berlusconi incontrerà Alberto Torregiani nel pomeriggio.

Lo scontro diplomatico sul caso prosegue. Di "pugnalata alle spalle" parla Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa è tornato sulla scelta di Lula definendo "un regalo ai radical-chic francesi e all'ultra sinistra brasiliana" la mancata estradizione dell'ex terrorista rosso che "non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime".

Nel frattempo in Brasile i legali di Battisti hanno presentato un'istanza per ottenere la "scarcerazione immediata" dell'ex terrorista rosso spiegando che deve essere "contestuale alla pubblicazione della decisione presidenziale". Pubblicazione che è infatti avvenuta sulla Gazzetta ufficiale brasiliana. La Russa ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il suo omologo brasiliano, nel corso del quale, questi gli aveva parlato "informalmente di una previsione positiva" per l'estradizione di Battisti.

Il ministro, ha ricordato La Russa, "non aveva manifestato dubbi sul rispetto del trattato di estradizione italo-brasiliano" nella vicenda dell'ex terrorista dei Pac e, allo stesso modo, aveva parlato della "sentenza della Suprema corte che era già intervenuta", dando "per certa l'estradizione".

Una mozione parlamentare per condannare la "vergognosa" decisione del Brasile sull'estradizione di Cesare Battisti e "per dare forza alle iniziative del governo", è stata annunciata dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Anche la Lega Nord ha definito la decisione del presidente Lula "indegna di un Paese civile". Nel frattempo, il Brasile se la prende comoda. E il dossier Battisti non sembra essere una priorità per la neo presidente Dilma Roussef.

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