Giustizia: si taglia sui pc, vanno in tilt i processi

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Il tribunale di Milano è tra i pionieri nell'informatizzazione dei procedimenti civili, ma la mancanza di fondi fa chiudere i contratti di assistenza tecnica. Il rischio è che i tempi delle cause tornino ad allungarsi

di Giulia Floris

Il deposito, per via telematica, di decreti ingiuntivi, memorie e altri atti giudiziari. La consultazione on line, da parte degli avvocati, di informazioni relative ai propri fascicoli e la possibilità, per i legali, di ricevere le sentenze del giudice via mail. Sono alcune oppurtunità del processo civile telematico, una strada che il tribunale di Milano, insieme ad altre sedi giudiziarie lombarde, ha intrapreso per primo in Italia, con notevoli risparmi in termini di tempo e di risorse. Conquiste, però, ora minacciate dall'interruzione del servizio di assistenza informatica agli uffici giudiziari, disposta dal ministero della Giustizia per mancanza di fondi.

A dare l'allarme, dopo il presidente del tribunale, Livia Pomodoro, il presidente dell'Ordine degli avvocati milanesi, Paolo Giuggioli, che, in una lettera del 31 dicembre, ai ministri Alfano e Tremonti, in riferimento all'interruzione dei contratti con le aziende che prestano assistenza, scrive "un tale evento avrebbe conseguenze devastanti", precisando: "risulta inimagginabile la prosecuzione dell'erogazione dei servizi telematici nel caso di una cessazione totale delle attività di assistenza tecnica".

A dare notizia del mancato rinnovo dei contratti, una circolare del dicastero datata 30 dicembre in cui si comunica al tribunale di Milano che, "in ragione dell'assenza di adeguate risorse finanziarie", i contratti con le aziende che offrono supporto tecnico ai pc degli uffici giudiziari non possono essere rinnovati.

Una improvvisa mancanza di ausilio che, se non si trovasse una soluzione, porterebbe a grandi disagi in un sistema che presenta già notevoli difficoltà. In una lettera al ministro Alfano del 23 dicembre, la presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, infatti denuncia "blocchi e malfunzionamenti in quasi la metà dei giorni lavorativi" e parla, nel caso del venir meno dell'assistenza, di un "vero smacco" per il processo civile.

Interpellato da Sky.it, anche l'avvocato Giuggioli non nasconde la sua preoccupazione, né l'orgoglio per i risultati raggiunti fino ad oggi: "Abbiamo raggiunto al telematizzazione quasi completa per quanto riguarda la causa civile e stiamo lavorando anche a quello penale: abbiamo fatto tanto e non vogliamo tornare indietro rispetto a questi risultati. Qualche anno fa per avere una sentenza si aspettavano anche sei o sette mesi, ora il giorno del deposito ne possiamo avere una copia sul nostro pc e tutto questo anche con un grande risparmio di denaro".

E i dati contenuti nella relazione 2009-2010 sull'attività del tribunale milanese parlano, per quanto riguarda le notifiche on line, di un risparmio di 12mila ore di lavoro per le cancellerie, mentre il tempo di attesa per la singola comunicazione è passato da una stima che andava da "una a tre settimane", per la modalità cartacea, a pochi minuti. E ancora i decreti ingiuntivi telematici hanno comportato un risparmio per i cittadini che oscilla dagli 8 a 18 milioni di euro.

Ora, però, le difficoltà tecniche che il tribunale di Milano si trova già ad affrontare, unite alla mancanza di assistenza, potrebbero risultare insormantabili.
Dall'ufficio stampa del ministero, contattato, per il momento non sono arrivate risposte in merito, e anche all'ordine degli avvocati di Milano non è arrivata alcuna comunicazione. La presidente del tribunale Pomodoro, parla di "meccanismi che si stanno mettendo in moto per cercare una soluzione".
Se dunque l'assistenza tecnica per il 2011 ci sarà o se i funzionari del tribunali dovranno combattere da soli la loro "lotta" con le macchine, per il momento, resta un'incognita.

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