Milano, polemiche e tensioni per la sede di Forza Nuova

La nuova sede di Forza Nuova in corso Buenos Aires a Milano
1' di lettura

Il 18 dicembre il movimento di estrema destra vuole inaugurare i locali che la giunta Moratti gli aveva inizialmente concesso, salvo poi revocare il permesso. Presidio non autorizzato delle associazioni antifasciste. Provocazioni anche su Facebook

Guarda anche:
Forza Nuova ignora il divieto: tensione a Milano
Forza Nuova, la sede della discordia: le foto

di Giulia Floris


"Temiamo che la presenza delle persone aderenti a questa forza politica estremista possa essere occasione di tensioni, provocazioni e tafferugli con gli studenti del liceo, turbando il normale svolgimento dell'attività didattica della scuola e causando problemi di ordine pubblico". Così i genitori degli alunni del liceo scientifico Volta di Milano si schierano contro la presenza di una nuova sede di Forza Nuova nei locali comunali di corso Buenos Aires.

La presa di posizione, forte, dell'assemblea dei genitori (che dicono, "nel caso si verifichino incidenti, riterrà responsabile l'Amministrazione Comunale"), si unisce alla protesta di un ampio fronte, che va dall'Anpi, alla Comunità ebraica, a tutti i partiti di centrosinistra, all'Associazione Nazionale Ex Deportati, all'Osservatorio Democratico sulle nuove Destre e tanti altri, che hanno  espresso "sgomento e preoccupazione" per l'assegnazione di locali comunali a un movimento "di stampo neofascista".

Una decisione su cui in realtà l'amministrazione di centrodestra guidata da Letizia Moratti ha già fatto retromarcia, revocando la concessione per motivi di ordine pubblico, ma sulla quale invece il movimento di estrema destra di Roberto Fiore non ha nessuna intenzione di fare passi indietro, tanto da aver indetto per il 18 dicembre l'inaugurazione dello spazio, delle cui chiavi disporrà fino a mezzanotte. All'evento, che non tiene conto della diffida con cui si proibisce qualsiasi tipo di iniziativa nei locali, presenzieranno, tra l'altro, i consiglieri comunali del Pdl Aldo Brandirali e Marco Osnato e la consigliera provinciale Roberta Capotosti, per partecipare al dibattito "Le sedi del fascio si chiudono col fuoco".

In risposta, il fronte del no ha organizzato un presidio di protesta, in piazza Oberdan, che si terrà nonostante la questura non l'abbia autorizzato.  "Ancora una volta - scrivono gli organizzatori del sit-in - una parte della destra spalleggia chi infanga la memoria di Milano, città medaglia d’Oro della Resistenza, legittimando richieste di spazi organizzativi e politici a forze che hanno sempre osteggiato la democrazia e la nostra Repubblica nata dalla Resistenza antifascista". Polemiche analoghe a quelle che avevano accompagnato il convegno dei partiti di estrema destra europei organizzato da Forza Nuova in città il 5 aprile del 2009.

Una situazione incandescente, che rischia di sfociare in scontri e tensioni. "Non vogliamo un altro 11 marzo 2006" (data degli scontri tra forze dell’ordine e antagonisti che protestavano contro una manifestazione della fiamma tricolore a Milano) dicono i commercianti della zona, mentre il segretario della Cgil milanese Onorio Rosati chiarisce: "La presenza di eventuali violenti non ha nulla a che fare con noi e non ce ne faremo carico”.

Intanto, il movimento di Roberto Fiore tira dritto, si prepara a festeggiare, esulta per la mancata autorizzazione alla manifestazione antifascista e ostenta ottimismo sul destino dei locali comunali in corso Buenos Aires. "I nostri legali sono certi di una cosa – scrive uno dei leader del movimento, Dulio Canu, sulla pagina di facebook che annuncia l’appuntamento di sabato - il contratto in essere è a tutti gli effetti un contratto di locazione e quindi deve essere trattato come tale. Se l'amministrazione comunale vuole recedere dal contratto deve appellarsi ad un giudice ordinario, motivare la decisione ed attendere una sentenza esecutiva di fratto del tribunale. Fino a quel momento gli spazi restano nostri".

La bacheca del gruppo di Forza Nuova sul social network inoltre dà la notizia della mancata autorizzazione del presidio di protesta con un ironico “Quanto ci dispiace” e i commenti dei militanti su Facebook, come sul forum del sito del movimento, vanno dallo sfottò agli insulti. “Come al solito gli antagonisti verranno a rompere i coglioni...quanto odio quelle persone...” scrive Leonardo V, anche se non proprio di antagonisti si tratta, mentre Arena commenta: "Colgo l'occasione per ringraziare l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned), Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi), Arci, Cgil, Federazione della sinistra, Idv, Pdci, Pd, Psi, Prc, Sel e Verdi dello stato in cui versa la scatola burocratica (vuota) chiamata Italia oggi. Un applauso” . E un altro utente aggiunge “Applaudo anch'io, e ringrazio per la pubblicità gratuita fornita, grazie”.

L’attacco dei sostenitori di Fn riguarda in primo luogo proprio l’Associazione degli ex deportati: “l'Aned... nientemeno... boccaccia mia statti zitta che è meglio”. Scrive biomirko nel forum, e macco80 rincara: "Pensi come me che almeno il 99% di questi sedicenti aned non abbia mai vista un campo prima del 1990?". Risposta: "Meglio non dire in questo Forum quello che penso realmente di quell'accozzaglia di truffatori e falsari piagnucolosi... magari ne riparliamo a quattr'occhi che è meglio...”. Mentre Salvatore M. su facebook attacca direttamente la sopravvissuta ad Auschwitz Liliana Segre, 80 anni: “Che ne direbbe la sig.ra Segre se oltre ai suoi di racconti si aggiornasse con qualche libro di Pansa???????????????.......forse ci sarebbe più mediazione e meno prevenzione nei nostri confronti!!!!!!".

Ma c’è anche chi esulta: "Di questo passo (Aspromonte...Porta Venezia) apriamo in piazza Duomo, anzi apriamo nel Duomo!” e chi solleva qualche perplessità sulla presenza di esponenti del Pdl all'inaugurazione. Come Spartaco Il Nero che scrive: "Uhmm .. il fatto che esponenti del pdl si interessino mi lascia un pò perplesso in verità. Sarà forse un "dare ed avere" per il futuro ?????".
Infine i militanti di estrema destra di Forza Nuova, su uno dei forum del loro sito, si interrogano sulla “bellezza del 14 dicembre” a Roma a partire da un post del coordinatore nazionale Paolo Caratossidis che ha espresso solidarietà ai black bloc romani: “per aver rappresentato nell'immaginario collettivo la funzione del ribelle che combatte”. I commenti che seguono si alternano tra chi si dissocia da “quelle zecche comuniste” e chi dice “La rivolta è giusta. La forma violenta è giusta e un partito rivoluzionario deve essere pronto anche a queste ipotesi”.

Affermazioni che, pur augurandoci che il freddo pomeriggio milanese del 18 scorra via senza scontri, fanno apparire l'apprensione dei genitori del Volta più che comprensibile.

Leggi tutto