Scontri di Roma, il giallo dell'uomo con la pala

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Infiltrato o black bloc? Tra ricostruzioni attraverso video e fotografie e sospetti arriva la versione della questura: si tratta di un giovane di sedici anni già noto alle forze dell'ordine

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Era diventato “l'uomo della pala” perché nelle foto diffuse sul web e in possesso anche dei giornali, compariva più volte e in posizioni e contesti diversi nel corso degli scontri a Roma, dando adito a diverse interpretazioni sulla presenza di infiltrati durante la manifestazione. Una volta con un paio di manette, un'altra mentre mulina un manganello, un'altra ancora mentre viene fermato e, appunto, mentre brandisce una pala. Le foto e le notizie rimbalzano e si fanno spazio diverse ipotesi: un infiltrato oppure un black bloc o ancora, un semplice manifestante trovatosi nella giostra degli scontri, ai quali ha finito per partecipare. Poi la notizia della questura: è un minorenne, liceale romano di 16 anni, noto alle forze dell'ordine perché si tratta di un estremista di sinistra. Passa ancora qualche ora e il cerchio si chiude: lo abbiamo fermato, dice la polizia.

Il minorenne era stato fermato per rapina aggravata -
E con il passare delle ore emergono nuovi particolari sul fermo del giovane. Il liceale romano, riconosciuto attraverso il giaccone indossato durante la guerriglia urbana nel centro della capitale, era stato fermato in un primo momento per un episodio diverso rispetto a quello dell'aggressione del finanziere. Fotosegnalato, era stato poi rilasciato, in attesa del riscontro della documentazione realizzata durante gli scontri.
Proprio durante il fotosegnalamento il minore aveva attirato l'attenzione degli operatori per il fatto che indossava il giaccone al rovescio, verosimilmente per evitare il riconoscimento del colore avena della giacca come ritratta nelle foto anche pubblicate.

La ricostruzione e i dubbi - Non mancano però le perplessità su alcune operazioni della polizia e su alcune persone (agenti in borghese o manifestanti?) presenti alla manifestazione. Sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini ricostruisce con l'aiuto di alcuni video quegli attimi concitati e si chiede come mai il 16enne con la pala è stato fermato due volte. Il giovane infatti viene bloccato già durante la manifestazione, ma poi viene lasciato andare. "In questura spiegano che in realtà inizialmente non c'erano accuse specifiche e soltanto la visione delle immagini ha consentito di accertare il suo coinvolgimento nell'aggressione al finanziere", dice la Sarzanini.

I racconti di chi lo conosce
- Alcuni suoi amici riferiscono che ha già partecipato a diversi blitz e manifestazioni a Roma. "Lui è un compagno, uno di noi, ma qualsiasi cosa detta su di lui non può fare altro che aggravare la sua attuale situazione - dice un amico del collettivo "Senza tregua" - Martedì era stato fermato dalla polizia durante il corteo, poi ha detto di essere minorenne ed è stato rilasciato. Ora la sua posizione si è aggravata. Di certo se le foto che lo ritraggono non avessero avuto questa eco mediatica ora non sarebbe in Questura. Ma lui di certo non è un infiltrato". "Il nostro disgusto per questa società, per questo governo è senza tregua - spiega un altro amico del giovane, riferendosi allo slogan del collettivo -. Così come è senza tregua la nostra lotta. E' per questo che ci chiamiamo così”.
Lo stesso collettivo però ha smentito con un comunicato l'appartenenza del 16enne al loro gruppo. “Lo affermiamo - scrive nel suo blog “Senza tregua” - non per prenderne le distanze, ma per dovere di cronaca e rispetto nei confronti dello studente". "Ribadiamo in ogni caso - prosegue - la nostra solidarietà ad un ragazzo di appena sedici anni, che si è trovato suo malgrado al centro di un caso mediatico in cui giornali e televisioni non hanno fatto altro che speculare sulla sua situazione, senza alcun rispetto".

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