Riccardo, in piazza a Roma: “Manganellato, non scoraggiato"

1' di lettura

Bolognese, liceale, 18 anni ha raccontato gli scontri in un video postato su Youtube in cui "ha messo la faccia". L'abbiamo rintracciato: "C'erano un centinaio di persone che erano lì solo per creare tensione. La polizia però ha colpito gli inermi"

Guarda anche:
LE FOTO DEGLI SCONTRI A ROMA

Roma a ferro e fuoco: le foto su Flickr
Berlusconi: i giorni della (s)fiducia. LE FOTO
Bday: le dichiarazioni di voto alla Camera
La reazione del premier al voto di fiducia

di Cristina Bassi

“Teppisti da una parte e poliziotti che manganellavano la gente inerme dall’altra, sembrava di essere al G8 di Genova”: un flashback richiamato da molti a proposito degli scontri nel centro di Roma. Ma lui, Riccardo Brusori, nel 2001 aveva 9 anni. “Sì, ma mi sono documentato”, ribatte sicuro. Liceale a Bologna, 18enne, lunedì notte è partito in pullman per la capitale con un gruppo di amici. La sua giornata di manifestante e testimone è documentata in un video finito, come molti altri, su Youtube (vedi in fondo all'articolo).

Riccardo ha una giacca a vento chiara, è ai Fori ed elenca i motivi per cui ha deciso di esserci. Poi la scena si sposta in piazza del Popolo e via del Corso, con fumo, auto danneggiate, agenti e ragazzi che si fronteggiano, romani dallo sguardo incredulo. A riprendere è un amico di Riccardo, “nikilnero”, un videomaker che su Youtube ha pubblicato molti filmati. “Siamo partiti insieme – dice il 18enne – con altri amici, abbiamo approfittato del passaggio in pullman di un centro sociale della città. Non perché lo frequentiamo, ma perché il prezzo era conveniente”. I due fanno parte del Movimento 5 Stelle di Bologna, cui Riccardo è iscritto dal 2007 e con cui ha anche presentato una lista civica nel suo paese nel Bolognese, Castenaso, che ha ottenuto il 12 per cento dei voti.

“Avevo già partecipato a diversi cortei a Bologna – spiega Riccardo – a Roma volevamo documentare la manifestazione del movimento studentesco e ci siamo ritrovati a documentare gli scontri. Non mi era mai successo, di solito vado a cortei tranquilli e non ho mai avuto alcun problema di ordine pubblico”. Gli amici avvertivano via cellulare Riccardo e “nikilnero” sui luoghi dei disordini e loro si spostavano per fare le riprese. “Tra i manifestanti c’era un centinaio di ragazzi, anche stranieri, per niente interessati al corteo, ma venuti apposta per creare disordini – racconta il liceale –. Era evidente, perché sono arrivati con caschi, manganelli, mattonelle, fumogeni. Tutti li hanno visti, ma naturalmente nessuno di noi, che eravamo a mani nude, ha osato dire nulla”.

“I teppisti erano ben organizzati – continua Riccardo –, all’inizio sparsi e mimetizzati tra la folla, poi lentamente si sono raggruppati alla testa del corteo per lanciare tutto quello che gli capitava sotto mano contro le forze dell’ordine. Quando ho visto che la situazione degenerava, mi sono riparato in un vicolo per lasciar passare il grosso della ressa, con me c’erano fotografi e curiosi. A un certo punto alcuni poliziotti ci hanno raggiunto e hanno manganellato alle gambe anche me, che avevo le mani alzate, un ragazzo che si era buttato a terra e altre persone che non avevano nulla in mano”.

Riccardo si fa le domande di chi ha 18 anni e ancora pochi pregiudizi: “Non ho niente contro i poliziotti – assicura – ho un buon rapporto con loro. Ma mi chiedo perché nelle manifestazioni spesso se la prendono, alla cieca, con chi è inerme e non fa nulla di male e lasciano che molti dei violenti spacchino tutto indisturbati”. È successo anche ieri, riporta Riccardo: “C’erano persone incappucciate che sprangavano un’auto e sopra un elicottero della polizia. Sono passati cinque minuti abbondanti, ma nessuno li ha fermati. Perché?”.

“Mi dispiace solo che oggi si dica: Gli studenti hanno sfasciato Roma”, aggiunge. Lui, studente in piazza per difendere i propri diritti, come si immagina gli anni dell’università e della ricerca del primo lavoro? “Farò sociologia o storia o studi internazionali: tutte cose che non ti danno da magiare – ride. Ma in fondo non ci crede davvero che le cose andranno tanto male per lui e i suoi coetanei –. Aspiro a un lavoro che mi appassioni. Certo, se butta male, potrei dare una mano ai miei che hanno una piccola azienda". Cosa ti hanno detto di Roma? "Vedendo le immagini, mi proibiranno di uscire. Ma poi gli passa: loro hanno fatto il ’68...".

Qui il video di Riccardo e “nikilnero”:

Leggi tutto