Processo Abu Omar, Pollari e Mancini "non sono giudicabili"

L'ex direttore del Sismi Niccolò Pollari
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Nel caso del sequestro dell’ex imam, la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado: il segreto di Stato “salva” sia l’ex direttore del Sismi che lo 007. Condannati a pene più severe invece 23 agenti della Cia

La Corte d'Appello di Milano ha confermato per Niccolò Pollari e Marco Mancini la sentenza di primo grado nel processo sul sequestro dell’ex imam Abu Omar: il segreto di Stato rende non giudicabili entrambi.
La stessa Corte ha invece condannato a pene variabili dai sette ai nove anni di carcere i 23 agenti della Cia. In particolare la pena più alta, nove anni, è stata inflitta a Bob Seldon Lady, ex capo del servizio segreto americano a Milano. I giudici nell'aumentare la pena non hanno riconosciuto le attenuanti generiche. “Pagano” anche i due imputati accusati di favoreggiamento nel sequestro, Pio Pompa e Luciano Seno, condannati entrambi a 2 anni e 8 mesi. I due imputati erano stati condannati in primo grado a 3 anni.

Soddisfatto il generale Niccolò Pollari, ex direttore del Sismi. Lo ha riferito il suo legale, l'avvocato Nicola Madia, che lo ha sentito telefonicamente subito dopo la lettura del dispositivo. "Pollari - ha spiegato l'avvocato – è molto soddisfatto, perché ha allontanato l'amaro calice, perché avrebbe potuto andare incontro a una condanna anche da innocente". L'avvocato ha poi chiarito che Pollari "avrebbe potuto dimostrare la sua innocenza nel processo, se la vicenda non fosse stata coperta dal segreto di Stato".

La vicenda riguarda il rapimento di Abu Omar nell'ambito di una cosiddetta operazione di "rendition" e il suo trasferimento in Egitto, dove il religioso ha raccontato di essere stato torturato nel corso degli interrogatori e di essere stato detenuto per anni senza che gli venissero formalizzate accuse. All'epoca del rapimento, l'imam era imputato a Milano per terrorismo internazionale.

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