Rosarno: a un anno dalla rivolta la novità è il sindaco

Un'immagine degli scontri di gennaio a Rosarno
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Nel 2008 il consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni mafiose. I cittadini sono tornati al voto dopo oltre due anni di commissariamento. Ma nel comune teatro degli scontri 11 mesi fa la situazione non sembra migliorata

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di Alberto Giuffrè

C'è chi denuncia: a 11 mesi dalla rivolta degli immigrati a Rosarno è rimasto tutto uguale. Eppure nel paese in provincia di Reggio Calabria una novità importante sta per arrivare. Dopo oltre due anni di commissariamento il Comune, nelle prossime ore, avrà di nuovo un sindaco. Sarà il vincitore del ballottaggio che vede contrapposti la candidata del centrosinistra, Elisabetta Tripodi, e l'ex sindaco Giacomo Saccomanno, appoggiato da alcune liste civiche. Al primo turno è rimasto fuori il candidato del Pdl, che non ha stretto alcuna alleanza.

La fine del commissariamento - Le elezioni comunali in corso segnano la fine del Commissariamento straordinario che era iniziato nel dicembre del 2008 dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. E proprio la possibilità di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata hanno portato nelle settimane scorse ad una serie di polemiche tra i due candidati.  Saccomanno (già sindaco dal 2002 al 2005) aveva inizialmente deciso di ritirarsi dalla competizione dopo che in alcuni articoli, pubblicati su un sito, veniva ipotizzato che alcuni candidati delle sue liste avrebbero rapporti con esponenti della criminalità organizzata locale. L'ex primo cittadino era poi tornato sui suoi passi dopo un incontro con le autorità.

La denuncia dell'Osservatorio migranti - La rivolta di gennaio era scoppiata dopo che due immigrati africani, impegnati nella raccolta delle arance, erano stati feriti a colpi d'arma da fuoco. Giorni di scontri seguiti da una reazione da parte dei residenti nel comune reggino.
"Rosarno è stata teatro e palcoscenico di passerelle, pardon, seminari, convegni con ospiti di grande prestigio, economisti, ex presidenti della camera e via discorrendo", accusa in una nota Osservatorio Migranti Africalabria.org. "In tanti sono venuti a Rosarno a dirci qualcosa: che siamo razzisti o che non lo siamo, che c’è la mafia o che non c’è e bla bla bla".
E la raccolta delle arance? "Gli africani son tornati anche quest’anno - dicono dall'Osservatorio - ma sono molti di meno rispetto agli anni precedenti. L’anno scorso, in un territorio che abbracciava i comuni di Rosarno, Gioia Tauro, San Ferdinando, Rizziconi, Melicucco e Taurianova, nel mese di dicembre ce n’erano 2500, oggi circa 700, più o meno gli stessi che erano ritornati già l'anno scorso dopo la deportazione. Sono aumentati invece i cittadini dell’est Europa, fonti del comune parlano di 50 autobus arrivati dalla Bulgaria".

La mappa dei braccianti - Intanto, sempre dagli attivisti di Africalabria.org, è nato l'Osservatorio Braccianti, una mappa per segnalare le situazioni di disagio in cui sono costretti a lavorare molto immigrati. Le zone più critiche sono in Campania e Calabria. "400 braccianti vivono in un capannone abbandonato", si legge ad esempio cliccando in un'area nella provincia di Reggio Calabria. Ma basta cliccare su Rosarno per trovare una frase secca, senza troppe spiegazioni: "Peggio di un anno fa".

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