Piazza XXV Aprile, un buco nero nel cuore di Milano

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Dal 2006 la voragine del cantiere per i parcheggi interrati sconvolge uno dei quartieri più “in” della città, che da centro dello shopping e della movida è diventato il regno degli spacciatori


Tutti i "buchi" per i box: LE FOTO

di Cristina Bassi

Un giro per i cantieri dei box sotterranei a Milano, attraverso le tappe di una storia lunga otto anni e non ancora conclusa. I casi più significativi.

Mauro Artioli gestisce lo storico negozio di ottica. Fa la posta agli operai: “Da qualche mese lavorano dalle 7 di mattina, pure il sabato”, spiega. Non gli sembra vero che dopo quattro anni finalmente il cantiere per il parcheggio interrato sotto piazza XXV Aprile proceda. La scorsa estate ha ristrutturato completamente locali e vetrine, tanto valeva approfittare del momento di bassa affluenza. “Non abbiamo licenziato nessuno – aggiunge –, ma gli utili in questi anni sono stati molto ridotti. Tuttavia gli stessi avvocati ci sconsigliano di citare il Comune per danni, dicono che non avrebbe comunque fondi per risarcirci”. Il teatro Smeraldo, il secondo in Italia per dimensioni, ci ha rimesso 3 milioni di euro e 100 mila spettatori. “Il danno sociale al quartiere sarà permanente – annuncia il patron Gianmario Longoni –, lo Smeraldo se ne andrà. Qualcuno dovrà rispondere di questo errore politico, frutto di una speculazione edilizia a vantaggio dei privati con la scusa del bisogno pubblico di parcheggi”. Andrea Airaghi, del negozio High Tech, fa notare che “in tre mesi hanno ultimato tre dei cinque piani, ci fa ancora più rabbia pensando ai quattro anni persi”. E si preoccupa del dopo cantiere: “Per finire il piazzale sopra i box servirà almeno un altro anno – sottolinea –, il progetto prevede un semplice coperchio di cemento, impensabile per noi. Abbiamo proposto alcune modifiche, ma la contropartita sono ulteriori ritardi”.

Quello di piazza XXV Aprile è solo uno dei "buchi neri" scavati a Milano per realizzare il Piano parcheggi varato nel 2002 e rimasti scoperchiati per anni. Ma qui è una zona intera a essere tuttora in agonia, una delle più “in” della città, all’incrocio tra corso Garibaldi e corso Como. Le strettoie e gli angoli bui creati dalla recinzione del cantiere sono diventati il paradiso dei pusher della coca e i mega cartelloni pubblicitari sopra la lamiere (su cui Comune e costruttori incassano proventi) oscurano le insegne dei locali. Qualche commerciante ha venduto, altri hanno licenziato dipendenti. Come Princi, il panettiere più celebre della città, che qui ha un punto vendita e che minaccia di chiudere. Molti sono indebitati e stringono i denti. “Gli affari? Come vuole che vadano? Qui è diventata terra di nessuno”, dice il gestore del bar tabacchi della piazza, subentrato al precedente un anno e mezzo fa, quando i lavori dovevano già essere finiti. Il cartellone dei lavori dice che il parcheggio sarà consegnato a fine aprile 2011. Ma è solo l’ultima di una serie di scadenze, fissate e poi depennate da quel pannello. Il cantiere per i box (322 garage privati e 346 posti auto a rotazione, valore complessivo dell’opera: 20 milioni e mezzo di euro) è partito nel luglio del 2006. A luglio 2009, sei mesi dopo la prima data prevista per la consegna, i lavori non erano neppure cominciati.

Esasperati dalla voragine vecchia di quasi cinque anni, commercianti, residenti e acquirenti dei box si sono riuniti in un comitato e hanno aperto un blog. I ritardi del cantiere hanno fatto lievitare il prezzo dei posti auto (per cui circa 300 cittadini hanno già pagato una tranche di 20 mila euro) da una media di 26 mila euro prevista dal contratto a circa 33 mila euro. Colpa di intoppi imprevisti? I rilievi archeologici hanno tenuto tutto fermo per quasi due anni. Anche se, considerato che siamo lungo l’antica cinta spagnola, la scoperta di resti di mura antiche era forse prevedibile. Poi ci sono stati il fallimento di una delle aziende della società “Progetto XXV Aprile” e il blocco dei finanziamenti da parte delle banche. Senza contare che “i posti sono talmente angusti, che per la mia auto ne ho dovuti comprare due”, conclude un facoltoso abitante della zona. Ma gli ostacoli sembrano superati, l’assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, assicura che i box saranno consegnati la prossima primavera. In tempo per le elezioni comunali.

La mappa degli altri cantieri:


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