Via Ampère, nel cantiere aperto dal 2002 crescono le angurie

Le piante di angurie cresciute sui detriti del cantiere per i box di via Ampère, abbandonato da tempo
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La zona di Città studi è quella in cui i “buchi” per i parcheggi sono più numerosi. Oltre a via Ampère, dove le case sono state lesionate dai lavori, ci sono via Bazzini, piazza Bernini e largo Rio de Janeiro

Tutti i "buchi" per i box: LE FOTO

Un giro per i cantieri dei box sotterranei a Milano, attraverso le tappe di una storia lunga otto anni e non ancora conclusa. I casi più significativi.

Oltre le transenne non si vede anima viva, solo degrado e rifiuti. “Gli operai vengono di tanto in tanto – dice il titolare della libreria Clup, a ridosso del Politecnico –, puliscono un po’ e annaffiano le piante di angurie”. Sembra una battuta, non lo è: sui cumuli di macerie del cantiere sono davvero spuntate le angurie. Il caso di via Ampère farà scuola su come non si fanno i lavori per i parcheggi interrati. Soprattutto sull’uso dei tiranti, i cavi d’acciaio che vengono conficcati nel terreno durante gli scavi per sorreggere le pareti di cemento dell’opera. Una soluzione più economica di altre, ma che si è rivelata un boomerang. Sei dei palazzi vicini al parcheggio si sono inclinati verso lo scavo e le crepe nei muri hanno causato danni per milioni di euro. Gli abitanti hanno fatto causa, la procura ha aperto un’inchiesta e i consulenti hanno dimostrato che i tiranti hanno lesionato le case, riconoscendo i primi risarcimenti (qui alcune sentenze sui tiranti).

Intanto il cantiere, partito nel 2002, si è prolungato di cinque anni sui tempi previsti e l’impresa che aveva cominciato i lavori è fallita. “L’avanzamento dei lavori è al 70 per cento – spiega l’assessore Simini –, il progetto alternativo a quello contestato ha raccolto pareri favorevoli dai cittadini e dalla Sovrintendenza. Contiamo di far ripartire i lavori tra qualche mese e di completare tutto in sei mesi”. Nella stessa zona, Città studi, si concentrano altri progetti dalla storia travagliata. In via Bazzini alla voce “fine lavori” il cartello recita novembre 2007, ma anche qui è tutto recintato e fermo. Stesso copione di via Ampère, con cause anti tiranti, il fallimento di un’azienda e il subentro di un’altra. In piazza Bernini la rotonda è transennata, ma all’interno non è stato smosso neppure un ciuffo d’erba. La paralisi dura da oltre un anno e mezzo a causa di alcune irregolarità nella documentazione per ottenere i permessi a costruire. L'identico problema di largo Rio de Janeiro, dove lo spazio verde è inagibile dal settembre 2007, anche se non si è neppure cominciato a scavare.

La mappa degli altri cantieri:


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