Stop alle gite scolastiche. Così protestano i docenti

Centinaia di studenti riuniti in assemblea all'esterno del liceo Umberto di Napoli, 6 dicembre 2010
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Niente viaggi di istruzione né visite didattiche. Questa volta sono i prof a scioperare contro i tagli previsti dal ddl Gelmini. E gli alunni si dividono tra chi sostiene l’iniziativa e chi sbollisce la rabbia per il viaggio all'estero perduto

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Niente gite scolastiche per metà degli studenti italiani. Lo stop è stato deciso da tanti insegnanti che hanno deciso di adottare questa inconsueta forma di protesta contro i "tagli" del ministro Gelmini.
A confermare il blocco di viaggi di istruzione e visite didattiche è un sondaggio di Skuola.net al quale hanno risposto quasi 1400 studenti di tutta Italia.
Alla domanda "Nella tua scuola hanno bloccato le gite per protestare contro i tagli?" il 53% dei votanti ha risposto in maniera affermativa.
Per una volta, dunque, non sono gli studenti a scioperare contro i tagli all'istruzione, ma i docenti che stanno attuando questa forma di protesta per far comprendere a studenti e famiglie quali siano stati gli effetti della Riforma Gelmini. E seguendo le orme dei ragazzi, che ormai organizzano le manifestazioni a colpi di gruppi su Facebook, un drappello di insegnanti ha deciso di utilizzare la Rete, creando un sito "Controriformadocentiarrabbiati", il cui intento è quello di capire quante scuole stanno attuando forme di protesta come il blocco dei viaggi di istruzione.
Come spiegano gli ideatori dell'iniziativa, "questo sito vuole contribuire a tenere informati tutti quelli che credono che una protesta dei docenti può raggiungere i risultati sperati". Al suo interno sono raccolte le delibere dei consigli di istituto che ratificano la protesta degli insegnanti e la lista delle scuole in protesta censite, licei e istituti tecnici, sparse un po' in tutta Italia.
A Modena, ad esempio - secondo quanto riferisce Skuola.net - tutti i licei, compreso quelli a sperimentazione linguistica, per i quali i viaggi di istruzione all'estero sono stati ritenuti, da sempre, fondamentali per la formazione degli studenti, e addirittura inseriti nei relativi Pof (piani dell'offerta formativa) sono stati aboliti.
Quanto agli studenti, dai commenti rilasciati a Skuola.net, emergono varie posizioni: c'è chi, pur essendo colpito dalla decisione, sostiene la protesta degli insegnanti; chi ancora sta sbollendo la rabbia per il viaggio all'estero perduto; chi reclama i viaggi come un diritto dello studente in quanto vengono pagati dalle famiglie.
E per quei prof che, invece, le gite hanno deciso, nonostante tutto, di farle potrebbe esserci il rischio di inaspettati rimbrotti.

Secondo quanto sottolinea Tuttoscuola, infatti, potrebbe essere non affatto isolato l'episodio che ha coinvolto nei giorni scorsi una classe di una scuola media romana in visita alla Basilica di Assisi: quando l'insegnante, all'interno della Basilica, ha cominciato a illustrare ai propri alunni gli affreschi di Giotto e altri aspetti artistici del luogo sacro, è stata avvicinata dai custodi e invitata a sospendere la sua spiegazione e ad avvalersi soltanto delle guide autorizzate oppure delle audio guide fornite, a pagamento, all'ingresso della Basilica.

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