I teenager vanno pazzi per la Rete. E snobbano la tv

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Per la prima volta Internet sorpassa la televisione nelle preferenze degli adolescenti, che consumano meno alcol e meno sigarette ma più spinelli e fanno pericolose diete fai da te. I risultati del rapporto 2010 della Società italiana di pediatria


Preferiscono gli spinelli alle sigarette e all’alcol, fanno pericolose diete dimagranti fai da te e, per la prima volta, passano più tempo connessi a Internet che davanti alla televisione. È l’identikit degli adolescenti secondo il rapporto 2010 della Società italiana di pediatria, che ha intervistato 1.300 ragazzi tra i 12 e i 14 anni. I teenager trascorrono in Rete oltre tre ore al giorno nel 17,2 per cento dei casi, mentre quelli che le passano davanti alla televisione sono il 15,3 per cento. Quest’ultimo dato è in calo rispetto al 2009, quando i ragazzi che guardavano la tv per più di tre ore quotidiane erano il 22 per cento. È Facebook a tenere gli adolescenti inchiodati al web, oltre il 67 per cento di loro ha un profilo sul social network, lo scorso anno erano il 50 per cento e nel 2008 un’esigua minoranza. Le ragazze navigano più dei maschi, il 68,7 contro il 65,8 per cento, i teenager si connettono più per coltivare le amicizie virtuali che per motivi di studio e oltre la metà ha tv e pc in camera da letto. Sempre molto elevata (86%) la percentuale di giovani che guardano la televisione durante i pasti.

Per il presidente della Sip, Alberto Ugazio, il superamento della Rete sulla televisione “di per sé è un fatto positivo perché Internet è una straordinaria finestra sul mondo. Ma tutto dipende da come si usa. Se il web viene usato prevalentemente per chattare, per sostituire ai rapporti reali una comunicazione virtuale, se aumentano sul web i comportamenti potenzialmente a rischio, allora sorge qualche dubbio su questo sorpasso. Che inevitabilmente chiama in causa la famiglia”.
Il cellulare si conferma uno strumento indispensabile e inviare foto, dare informazioni personali, farsi vedere in webcam, accettare incontri con sconosciuti sono comportamenti percepiti sempre meno come pericolosi dai giovani. Oltre il 16 per cento (contro il 12,8% del 2009) dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a uno sconosciuto e il 24,6 per cento non ha esitato a inviare una propria foto. Dilaga poi la dieta fai da te, sperimentata dal 35 per cento degli adolescenti, percentuale che arriva al 43 per cento fra le ragazze. Si riduce inoltre la fiducia verso le figure istituzionali, come insegnanti, forze dell’ordine, medici, magistrati, preti, politici.

Per quanto riguarda gli stili di vita, cala tra i teenager il consumo di sigarette e alcolici ma cresce quello di spinelli. Meno di uno su tre dichiara di fumare sigarette, dato in lieve calo rispetto allo scorso anno (27,7% contro 29,5%). In leggera diminuzione anche l’uso di alcol, che comunque rimane alto (beve birra il 47%, vino il 40%, liquori il 18% degli intervistati). Cresce invece, dato molto probabilmente anche sottostimato, il consumo di “canne”: il 9 per cento del campione dice di aver provato almeno una volta uno spinello contro l’8 per cento del 2009. L’1,5 per cento (contro lo 0,3% di un anno fa) ammette di aver provato l’ecstasy, che viene percepita sempre di meno come una droga pericolosa.

Il risultato positivo di una riduzione del fumo e dell’alcol, per Ugazio, è il “segno probabilmente che le campagne di comunicazione stanno funzionando. Tuttavia la ricerca mostra anche che si sta riducendo la coscienza del rischio di alcuni altri comportamenti e ciò richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di un ruolo più forte della famiglia e della scuola. Il superamento del modello patriarcale autoritario, senza un modello alternativo, mostra i suoi limiti. Troppo spesso, in nome del relativismo etico, si affidano ai figli decisioni che non vogliono e non possono prendere”. Si conferma infine l’attenuazione del fenomeno del bullismo (in calo dal 2008), ma cresce la percentuale dei ragazzi che considerano “fifone” o spia chi denuncia di essere vittima di questi atti o che considerano il bullo un tipo in gamba (dal 9 al 10% circa). Nel 2009 il 12,6 per cento dei ragazzi denunciava di avere assistito ad atti di bullismo, nel 2010 la percentuale è scesa al 9,2 per cento.

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