Crisi, scendono in piazza anche i costruttori edili

Manifesti che denunciano la crisi nel settore dell'edilizia
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Il primo dicembre manifestazioni di tutte le sigle del settore. Solo in quest'anno persi 250mila posti di lavoro. E in Veneto si affaccia il rischio di infiltrazioni mafiose

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Le imprese edili scendono in piazza. Tutte le sigle che rappresentano i costruttori si sono date appuntamento per mercoledì 1 dicembre davanti al palazzo di Montecitorio per protestare conto l'insufficienza politica industriale per il settore. Dall'inizio della crisi, infatti, il settore delle costruzioni ha perso, considerando anche l'indotto, 250mila posti di lavoro. Una cifra che rischia di arrivare fino a 290mila nel 2011. Dito puntato soprattutto contro la Pubblica Amministrazione che paga in ritardo lavori regolarmente eseguiti, un'attesa che ha portato alla chiusura di migliaia di imprese.

E sullo stato generale di crisi si aggiunge il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, soprattutto nel Nord-Est. Lo denuncia Stefano Pellicciari, presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori del Veneto, secondo il quale se Governo e Regione non interverranno a breve "ci troveremo con tanti Totò Riina in giro per la nostra regione". Un allarme che vede la convergenza anche qui delle principali sigle del settore. Come funziona il meccanismo, infatti, lo spiega il segretario della Filca-Cisl Salvatore Federico: per non perdere gli appalti le aziende hanno cominciato a lavorare sottocosto, ma poiché la crisi continua queste aziende ora "si sono dovute rivolgere alle associazioni mafiose". Preoccupati sono anche Franco Mognato, di Legacoop, per il quale le cooperative che stanno sostenendo il disavanzo degli enti pubblici non ce la fanno più, e Paolo Fagherazzi di Confartigianato edilizia, il quale sottolinea che del piano casa del governo le aziende "non hanno visto ancora un solo euro". In due anni nel settore edile veneto sono fallite quasi 2500 attività, in tutto 50mila disoccupati: per l'Ance, "come se in Veneto si fossero abbattute 35 Termini Imerese".

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