L'Aquila, il premier: "I ritardi non sono colpa del governo"

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Berlusconi difende l'operato dell'esecutivo: "Aperti 12 mila cantieri, il problema riguarda le autorità locali". Poi accusa la stampa sul problema rifiuti e post terremoto: "E' una cosa ingenua, abbietta e criminale ciò che i media fanno"

(guarda in fondo all'articolo il video con l'intervista al nuovo Capo della Protezione Civile)

Il governo non è inadempiente nell'opera di ricostruzione in Abruzzo, il problema ora riguarda gli enti locali abruzzesi. Così Silvio Berlusconi che, dopo aver illustrato le misure prese per il Mezzogiorno, è intervenuto sul tema della ricostruzione post-terremoto. "Ci risultano aperti quasi 12 mila cantieri che riguardano le abitazioni e gli impianti industriali che avevano subito danni ma possono essere ristrutturati e rimessi a nuovo", ha detto il premier. "L'impegno del governo è stato totale per chi ha perso totalmente la casa, per il resto abbiamo avviato i cantieri. Il problema riguarda le autorità locali, i fondi ci sono ma le autorità locali devono fare verifiche edificio per edificio per capire se si può o meno ristrutturare. E' un'operazione questa di cui non si può attribuire il compito al governo locale".

Il presidente del Consiglio è poi tornato a lamentarsi dei giornalisti: "C'è stata un'azione mistificatrice dei media, ricordate il popolo delle carriole. Le autorità locali avevano chiesto di attribuire a imprese locali questo compito per riavviare l'economia e invece ci siamo visti proiettati su tv e giornali come se non stessimo lavorando. Non c'è nessuna inadempienza del governo, sono le autorità locali che devono fare questo lavoro di ricostruzione". Berlusconi ha criticato "la stampa di sinistra" e sul dramma dei rifiuti a Napoli e il post-terremoto in Abruzzo ha aggiunto: "E' una cosa ingenua, abbietta e criminale ciò che i media fanno così come l'opposizione che critica infondatamente quanto fatto da uomini dello Stato e della Protezione civile. Tutti dovremmo condannarlo e gli autori si devono vergognare".

Sulla stessa lunghezza d'onda Franco Gabrielli, nuovo capo della Protezione civile: "Io credo che a L'Aquila nella fase emergenziale ed in quella della ricostruzione ci sia stato uno sforzo corale per il rispetto della legaliltà. Questa rappresentazione della cricca, del 'magna magna' non è buona comunicazione e non fa bene al Paese. La legalità è stata rispettata, affermare il contrario senza uno straccio di prova è una mistificazione dei fatti e un grande vulnus alla credibilità delle persone che hanno lavorato".

La ricostruzione che procede a rilento sembrerebbe una colpa dei giornalisti e degli enti locali anche per Gianni Chiodi, presidente Pdl della Regione Abruzzo : "Il Governo ha messo a disposizione 14 miliardi per la ricostruzione in Abruzzo, è stato fatto un lavoro straordinario. Spesso i media si aggirano per il centro storico dell'Aquila, vedono delle criticità e attribuiscono i ritardi al Governo. Ma il decreto dice che i sindaci dei Comuni predispongono i piani per la ricostruzione degli edifici. Siamo in fervida attesa di questi piani: molti sono in fase avanzata, altri no. E' un adempimento devoluto ai sindaci, su questo non ci sono responsabilità del Governo".

Intanto, a L'Aquila, continua la protesta degli studenti che sono saliti sui tetti delle poche sedi universitarie agibili dell'ateneo.

Gabrielli a SKY TG24: a L'Aquila rispettata la legalità. IL VIDEO

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